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08.04.2026 - 12:00
Ida Dalser
Pergine Valsugana si sta preparando a fare i conti con un capitolo oscuro della sua storia: quello di Ida Dalser, la donna rinchiusa nel manicomio della città dal regime fascista per la sua relazione con Benito Mussolini. A distanza di anni, la proposta di ricordarla pubblicamente trova ora un’apertura dal sindaco Marco Morelli. Lo scorso mese, infatti, i consiglieri civici Roberto Oss Emer, Daniela Casagrande e Carlo Pintarelli hanno presentato una mozione che chiede di dedicare una via, un parco o una sala pubblica alla memoria di Dalser, simbolo non solo delle atrocità del fascismo ma anche delle numerose donne vittime di violenza e soprusi.
Ida Dalser nacque nel 1880 a Sopramonte, un piccolo paese del Trentino, e visse una vita tutt'altro che ordinaria. Si formò come estetista a Parigi e aprì un salone di bellezza a Milano. Durante il suo soggiorno trentino, nel 1909, conobbe Mussolini, con il quale ebbe un figlio, Benito Albino. La sua relazione con il futuro dittatore, tuttavia, venne presto oscurata dal regime e, nel 1925, Dalser venne rinchiusa nel manicomio di Pergine, dove rimase fino alla sua morte avvenuta 12 anni dopo, sempre in una struttura psichiatrica a Venezia. La sua storia è stata per anni ignorata, ma negli ultimi tempi ha trovato nuovo spazio nel dibattito pubblico, anche grazie a opere come il film "Invisibile filo rosso" del regista perginese Alessandro Bencivenga, che racconta proprio la sua vicenda.
A tal proposito, il sindaco Morelli si è detto favorevole all’idea di commemorare Dalser, considerando la sua figura un’importante parte della storia locale. «Sicuramente la ritengo un personaggio storico di riferimento per Pergine - ha dichiarato il primo cittadino -. Se c'è un modo per ricordarla, io non ho nulla in contrario. Ne parleremo all’interno della maggioranza, ma da parte mia non c’è alcuna contrarietà».
Il tema del ricordo di Ida Dalser si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sulla figura di Mussolini e sul legame tra il Trentino e il fascismo. Molti comuni italiani, infatti, stanno riconsiderando le onorificenze conferite durante il regime, come la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, ancora mantenuta in alcune località. La proposta di Pergine, quindi, non riguarda solo un omaggio a Dalser ma anche un gesto simbolico per correggere una ferita storica, come suggerito dalla mozione che chiede la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini e la sua sostituzione con una cittadinanza onoraria postuma per Dalser, in linea con quanto recentemente fatto da Cosenza per il professor Nuccio Ordine.
Attualmente, non esistono strade o piazze dedicate a Ida Dalser in Italia, e un’eventuale iniziativa da parte di Pergine risulterebbe quindi un atto simbolico di grande valore, un riconoscimento che potrebbe contribuire a rendere giustizia alla memoria di una donna troppo a lungo dimenticata.
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