Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Tragedia sul lavoro

Cortina, la morte di un lavoratore pone interrogativi sulle tutele nei cantieri olimpici

I sindacati veneti chiedono maggiori tutele, regole chiare sugli appalti e un confronto stabile con la Regione per prevenire nuovi incidenti

Foto della vittima

Foto della vittima

La morte di Pietro Zantonini, impegnato in un subappalto a Cortina, ha riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nei cantieri collegati alle Olimpiadi invernali. Secondo le organizzazioni sindacali, l’episodio evidenzia fragilità già note e la necessità di una gestione più rigorosa delle condizioni di lavoro.

Silvana Fanelli, della segreteria CGIL Veneto con delega alla salute e sicurezza, sottolinea come “la Regione Veneto e gli enti deputati all’organizzazione delle Olimpiadi in questi anni non hanno mai voluto collaborare con le organizzazioni sindacali confederali per garantire la sicurezza nei cantieri, il rispetto dei contratti e regole certe per gli appalti legati agli eventi olimpici”. Fanelli rileva inoltre che “ancora una volta si dimostra che le deregolamentazioni su appalti e subappalti aumentano i rischi per i lavoratori”, ricordando che Zantonini operava con turni e modalità che saranno oggetto di verifica da parte degli inquirenti. “Questa tragedia dimostra quanto sia urgente intervenire per regolamentare i contratti, ridurre i rischi e impedire che la logica del massimo profitto metta a repentaglio la vita delle persone”.

Sulla stessa linea Michele Carpinetti, segretario generale Filcams Cgil Veneto, che evidenzia come nei grandi eventi “non si pensa alle centinaia di lavoratrici e lavoratori che operano in servizi fondamentali come la vigilanza, la ristorazione e il pulimento”. Si tratta, afferma, di professionalità che danno valore al sistema di imprese coinvolte, ma che spesso vengono considerate in modo separato quando si tratta di sicurezza e condizioni di lavoro. La proposta della contrattazione preventiva di sito o di filiera, spiega, serve proprio a “valutare prima le eventuali problematiche, analizzare i fattori di rischio, parlare delle condizioni anche salariali o di regolarità del lavoro che riguardano professionalità delle quali ci si accorge solo quando insorgono i problemi”. Questo approccio, prosegue Carpinetti, richiede gestione trasparente, tutele collettive e riconoscimento del ruolo di chi opera nei servizi. “La politica si faccia carico fin da subito di questa esigenza e se ne ricordi quando darà il via alla grande manifestazione sportiva”.

Per richiamare l’attenzione sulle loro richieste, i sindacati del territorio hanno indetto un presidio unitario il 19 gennaio.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione