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L’aggressione a Torino: le voci dei poliziotti in prima linea e del Questore in esclusiva a Radio Veneto24

Le testimonianze esclusive raccolte da Alberto Gottardo durante il programma TLDV di Radio Veneto24

L’aggressione a Torino: le voci dei poliziotti in prima linea e del Questore in esclusiva a Radio Veneto24

Sono testimonianze esclusive, dirette, raccolte a caldo da Radio Veneto24, quelle andate in onda durante TLDV condotto da Alberto Gottardo. A parlare sono i protagonisti dell’aggressione avvenuta durante la manifestazione di Torino, nella tarda serata di sabato 31 gennaio: Alessandro Calista, agente del Reparto Mobile di Padova rimasto ferito, Lorenzo Virgulti, il collega che lo ha sottratto al linciaggio, e il Questore di Padova, Marco Odorisio.

Un racconto che restituisce la drammaticità di quei momenti e il valore umano e professionale di chi, in uniforme, ha affrontato una situazione degenerata in violenza estrema.

«Ci siamo trovati accerchiati»

A raccontare per primo quanto accaduto è Lorenzo Virgulti, l’agente che ha intuito il pericolo corso dal collega. «I ricordi sono ancora un po’ confusi – spiega –. Eravamo impegnati negli scontri già da tempo, quando ci siamo trovati improvvisamente accerchiati. È stato un momento in cui sono saltati tutti gli schemi».

Virgulti descrive l’istinto che ha guidato il suo intervento: «Quando ho visto Alessandro aggredito mi sono subito avvicinato, l’ho coperto con lo scudo. Sarebbe stato il gesto di qualsiasi collega. Poi, con il resto della squadra, siamo riusciti a portarlo fuori dalla zona più pericolosa».

Alla domanda sulla paura, la risposta è netta: «Sì, c’è stata. La paura è una costante, ma l’addestramento serve proprio a gestirla e a mantenere lucidità».

«Mi ha salvato la vita»

Commosse e lucide le parole di Alessandro Calista, 29 anni, colpito alla coscia durante gli scontri. «Mi sento bene, anche se amareggiato. Doveva essere una manifestazione pacifica, invece è stata un’escalation di violenza».

Calista smentisce le ricostruzioni che parlavano di un isolamento: «La squadra era con me, ma gli attacchi arrivavano da ogni parte. Sono finito nella ressa, mi hanno buttato a terra e da lì è successo tutto».

Il ringraziamento più forte è per il collega: «Lorenzo è stato il mio angelo custode. Mi ha tirato fuori da quella situazione, mi ha salvato la vita. Gli devo la vita».

Odorisio: «Attacchi preordinati contro chi rappresenta lo Stato»

A inquadrare i fatti è il Questore di Padova Marco Odorisio, intervenuto ai microfoni di Radio Veneto24 in occasione della commemorazione di Filippo Raciti, a 19 anni dalla sua morte.

«A Torino – afferma – non parliamo di semplici tensioni o tafferugli. Le immagini e le testimonianze restituiscono un quadro di attacchi preordinati, studiati, organizzati, diretti contro chi indossa l’uniforme perché rappresenta lo Stato».

Odorisio sottolinea come si sia sfiorata una nuova tragedia: «Abbiamo rischiato di rivivere quanto accaduto 19 anni fa. Le ferite fisiche guariscono, quelle psicologiche restano, ma la vicinanza delle istituzioni e dei cittadini aiuta a rimarginarle».

Numerosi, spiega il Questore, i messaggi di solidarietà arrivati da tutta Italia: «Lettere sincere, di affetto e ringraziamento. I cittadini ci dicono: grazie, voi siete i nostri custodi».

«Servire la comunità, anche a rischio della vita»

Nel suo intervento, Odorisio richiama il senso più profondo del lavoro svolto dalla Polizia di Stato: «Il nostro è un servizio nel significato più alto del verbo servire: ascolto, aiuto, tutela della sicurezza e della democrazia. Garantiamo il diritto di manifestare, ma sempre più spesso assistiamo ad attacchi sistematici contro chi indossa l’uniforme».

Le testimonianze raccolte da Radio Veneto24 restituiscono così non solo la cronaca di un’aggressione, ma il valore della solidarietà tra colleghi, del sacrificio e del senso dello Stato, vissuti in prima linea da uomini e donne in divisa.

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