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Cronaca
03.02.2026 - 09:23
Foto di repertorio
Un vero e proprio opificio industriale dedicato alla produzione clandestina di sigarette è stato scoperto e sequestrato dalla Guardia di Finanza al termine di una complessa operazione coordinata dalla Procura Europea (E.P.P.O.) di Palermo. L’intervento, condotto dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo con il supporto operativo dei colleghi di Padova, ha portato al sequestro di uno stabilimento situato a Vigonza (PD), completamente attrezzato per la fabbricazione su larga scala di tabacchi lavorati di contrabbando.
La struttura, estesa su un’area di circa 5.000 metri quadrati e dal valore stimato superiore a un milione di euro, era in grado di produrre quotidianamente fino a due milioni di sigarette. All’interno del capannone le Fiamme Gialle hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro 5,5 tonnellate di sigarette già confezionate, 16 tonnellate di tabacco, 14 bancali di materiali e precursori per la lavorazione, oltre a imballaggi recanti i loghi di noti marchi internazionali come Marlboro Red, Marlboro Gold e L&M. Sequestrato anche un autocarro utilizzato per il trasporto della merce.
Al momento dell’accesso nello stabilimento sono stati individuati tre cittadini di nazionalità moldava, deferiti all’Autorità Giudiziaria per i reati di detenzione di tabacchi lavorati di contrabbando e contraffazione di marchi.
Le indagini hanno evidenziato l’elevato livello di organizzazione del sodalizio criminale, che aveva adottato sofisticate misure di sicurezza per occultare i luoghi di produzione e stoccaggio. Tra queste, l’impiego di dispositivi jammer per inibire le comunicazioni radio e di rilevatori di frequenze per individuare eventuali sistemi di localizzazione satellitare. Proprio per superare tali accorgimenti, gli investigatori hanno fatto ricorso a un’attività di monitoraggio particolarmente articolata, basata su sistemi di videosorveglianza, servizi di appostamento e pedinamento di lunga durata, nonché sull’utilizzo di droni.
Secondo le stime, le sigarette sequestrate avrebbero causato, se immesse sul mercato, un mancato introito per le casse dello Stato e dell’Unione Europea pari a circa 1,3 milioni di euro in termini di accise e IVA evasa. Ancora più rilevanti i numeri legati alla capacità produttiva dell’impianto: un profitto illecito potenziale di circa 350 mila euro al giorno, che su base annua avrebbe potuto superare i 120 milioni di euro, con un danno alle finanze pubbliche stimato in circa 80 milioni.
L’operazione si è conclusa con il sequestro preventivo d’urgenza dell’intero immobile adibito alla fabbricazione illegale, a conferma dell’attenzione costante della Procura Europea e della Guardia di Finanza nel contrasto al contrabbando di sigarette e alle frodi che incidono sugli interessi finanziari nazionali ed europei.
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