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Allarme autolesionismo in carcere

Carceri venete in crisi, a Padova 467 atti di autolesionismo nel 2025: Ostanel lancia l’allarme

La consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra denuncia sovraffollamento e condizioni drammatiche: chiesto un monitoraggio straordinario in Quarta commissione regionale

Carceri venete in crisi, a Padova 467 atti di autolesionismo nel 2025: Ostanel lancia l’allarme

Foto di repertorio

La situazione nella Casa di Reclusione di Padova è definita “drammatica” dalla consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Elena Ostanel. Negli ultimi giorni, due detenuti si sono tolti la vita, riportando sotto i riflettori le condizioni di sovraffollamento e disagio che affliggono il carcere.

Secondo i dati riportati dal Garante dei detenuti del Comune di Padova, Bincoletto, nel 2025 si sono verificati 467 atti di autolesionismo tra le persone recluse. Quasi nove su dieci (87,79%) riguardano detenuti in attesa di giudizio o che scontano pene brevi, segmenti della popolazione carceraria che, secondo Ostanel, sono particolarmente vulnerabili e .

“Ogni anno votiamo la relazione del Garante, che denuncia la dura realtà delle carceri venete – spiega Ostanel – ma troppo spesso queste segnalazioni rimangono lettera morta. Non possiamo limitarci a una relazione annuale davanti a numeri così drammatici”. Per questo motivo, la consigliera ha richiesto l’attivazione di un monitoraggio straordinario in Quarta commissione consiliare, con la partecipazione del Presidente della Regione, Alberto Stefani, e di tutte le realtà coinvolte nella gestione carceraria.

Ostanel sottolinea che le cause del disagio non risiedono solo nei singoli casi di reato, ma nel sovraffollamento e nella gestione complessiva delle strutture. “Gli atti di autolesionismo testimoniano una mancanza di prospettive per i detenuti, una violazione indiretta dei loro diritti costituzionali. Le misure punitive e i decreti sicurezza del Governo non risolveranno il problema, anzi rischiano di peggiorare ulteriormente le condizioni di vita nelle carceri”, conclude la consigliera.

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