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NUOVA PIANIFICAZIONE URBANISTICA
09.03.2026 - 11:29
Il Comune di Cadoneghe
Ridisegnare priorità, vincoli e prospettive di sviluppo del Comune. Sono questi gli obiettivi del Piano di Assetto del Territorio (PAT), messi nero su bianco nell’ultimo Consiglio comunale di Cadoneghe, che ha dato il via all’iter per la costruzione del nuovo strumento urbanistico destinato a guidare la crescita del territorio nei prossimi anni.
La decisione arriva a pochi giorni da un passaggio cruciale: la fine della pianificazione condivisa con Vigodarzere.
Un divorzio avvenuto il 23 febbraio scorso, quando i sindaci Marco Schiesaro e Adolfo Zordan hanno firmato l’accordo che ha sancito la fine del Piano di Assetto del Territorio Intercomunale (PATI). Lo strumento, nato nel 2008, era figlio di un contesto in cui gli enti gestivano in modo coordinato le funzioni urbanistiche all’interno dell’Unione dei Comuni del Medio Brenta.
Ma con il ritorno, nel gennaio 2020, dei servizi SUE, SUAP e Urbanistica alle competenze dei singoli Comuni, il vincolo è diventato via via sempre meno funzionale alla realtà operativa e alle esigenze di Cadoneghe. Priorità, tempistiche e strategie di sviluppo dei due territori hanno iniziato a divergere, fino a renderne difficile la gestione con uno strumento unitario. Di qui la scelta di voltare pagina e tornare a una pianificazione indipendente.
E subito lo step successivo: uno stanziamento di 60 mila euro per costruire un nuovo piano autonomo, più agile e vicino alle priorità locali.
«Con la firma di questo accordo – commenta il primo cittadino Marco Schiesaro – riprendiamo pienamente in mano le chiavi dello sviluppo del nostro territorio. Il PATI è stato uno strumento figlio di una stagione di convergenza che oggi, alla luce delle mutate esigenze di Cadoneghe, risulta superato. Abbiamo la necessità di muoverci con maggiore agilità e autonomia per rispondere alle sfide urbanistiche attuali, garantendo ai nostri cittadini una pianificazione che rispetti le specificità e le priorità locali, senza i vincoli di un coordinamento che non riflette più la realtà operativa dei nostri uffici».
L'amministrazione punta ora a costruire un piano moderno e partecipato, che coinvolga operatori economici, portatori di interesse, famiglie e commercianti, in un percorso capace di guardare avanti senza i vincoli di un accordo che non rispecchia più le tempistiche e le traiettorie dei due territori.
Nel nuovo piano l’amministrazione intende includere anche le grandi trasformazioni che interesseranno l’area metropolitana padovana, con le inevitabili ricadute sul territorio di Cadoneghe. Tra queste il nuovo ospedale di Padova e le infrastrutture ad esso connesse, come ambulatori, servizi, aree di degenza e spazi per l’ospitalità diffusa. Ampio spazio anche sul fronte dei servizi pubblici strategici, come la realizzazione di una possibile nuova sede ASL, un nuovo polo scolastico e strutture sportive che possano ampliare l’offerta della comunità.
Accanto ai servizi, un capitolo centrale riguarderà il tema della mobilità e delle infrastrutture. Il futuro assetto urbanistico dovrà infatti coordinarsi con gli interventi della Provincia di Padova, come l’allargamento della SR 308, la revisione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e il nuovo Piano del Traffico che la Provincia di Padova si appresta a varare.
«Si tratta di un grande piano di assetto del territorio aggiornato alle sfide attuali e future – ha sottolineato il sindaco – con una Cadoneghe sempre più integrata con la grande Padova ma capace di mantenere una propria identità e una visione autonoma di sviluppo».
Al centro della seduta anche una questione più tecnica, ma fondamentale per la programmazione delle opere pubbliche: il finanziamento degli accatastamenti del patrimonio comunale. Un’operazione finalizzata a mettere ordine nella situazione catastale degli immobili e delle aree di proprietà dell’ente e che assume particolare importanza in vista dell’ipotesi di ampliamento del cimitero comunale, un intervento molto sentito per rispondere alle esigenze della comunità. Per poter programmare l’opera sarà infatti indispensabile disporre di una situazione amministrativa chiara e completa dal punto di vista catastale.
Dalla seduta arrivano segnali positivi anche sul fronte dell’efficienza amministrativa: il Comune ha ridotto significativamente i tempi medi di pagamento verso imprese e professionisti, che oggi si attestano intorno ai venti giorni. «Pagare in tempi rapidi è un segno di rispetto verso chi lavora per il Comune e verso l’economia del territorio: è il frutto di un’organizzazione più puntuale e di un lavoro costante degli uffici», rilancia il primo cittadino.
In attesa del nuovo PAT, non ci sarà alcun vuoto normativo: l’attuale disciplina del PATI resterà in vigore fino all’approvazione del piano comunale autonomo, garantendo continuità regolativa nel periodo di transizione.
Giulia Turato
Edizione
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