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Agricoltura veneta in affanno: confronto tra Confagricoltura e l’assessore Bond

Dalla crisi dei seminativi all’emergenza idrica, fino al latte e al vino: la Regione promette un tavolo permanente per rilanciare il settore

Agricoltura veneta in affanno: confronto tra Confagricoltura e l’assessore Bond

Foto di repertorio

Un settore in difficoltà strutturale, stretto tra costi in aumento, cambiamenti climatici e mercati instabili. È questo il quadro emerso dall’incontro tra Confagricoltura Veneto e l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond, che si è svolto a Padova.

Al centro del confronto, le principali criticità che stanno mettendo in difficoltà il comparto agricolo: dalla crisi dei seminativi alle emergenze fitosanitarie, dalla scarsità idrica al mercato del latte, fino alle sfide della vitivinicoltura.

A lanciare l’allarme è stato il presidente di Confagricoltura Veneto, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, che ha parlato di una fase «straordinaria» di difficoltà. «I seminativi sono in ginocchio – ha spiegato – schiacciati dall’aumento dei costi di produzione e da margini ormai azzerati». Un segnale emblematico della crisi è rappresentato dalla chiusura dello zuccherificio di Pontelongo, simbolo di un sistema che fatica a reggere.

Le tensioni internazionali e le ricadute dei conflitti geopolitici aggravano ulteriormente la situazione, con un’impennata dei costi di gasolio e fertilizzanti. In questo contesto, molte aziende stanno valutando se proseguire con le semine o lasciare i terreni incolti.

Altro nodo cruciale è quello delle emergenze fitosanitarie: la progressiva riduzione dei principi attivi disponibili per la difesa delle colture sta mettendo in difficoltà soprattutto la frutticoltura. Positivo, secondo Confagricoltura, l’avvio del tavolo regionale dedicato al contrasto delle avversità, ma serve un impegno ancora più incisivo, anche sul piano delle risorse e dell’innovazione tecnologica.

Sul fronte climatico, i dati di ANBI Veneto evidenziano una situazione sempre più critica: nonostante alcune piogge recenti, il deficit idrico resta significativo, con oltre 100 millimetri mancanti rispetto alla media stagionale. A pesare è anche l’anomalia termica, con temperature ben superiori alla norma che hanno anticipato la fusione delle nevi, compromettendo le riserve per l’estate.

Non va meglio al comparto lattiero-caseario, dove l’eccesso di offerta sui mercati internazionali ha fatto crollare i prezzi fino a 20 centesimi al litro. Se da un lato il sistema cooperativo veneto riesce ancora a sostenere il valore della produzione, dall’altro molte aziende si trovano già in difficoltà, tra contratti disdetti e vendite sottocosto.

Infine, la vitivinicoltura, uno dei pilastri dell’economia regionale, attraversa una fase di incertezza legata al mutamento dei consumi e alla volatilità dei mercati globali. Confagricoltura chiede una strategia chiara che punti non solo alla promozione, ma anche a un contenimento della superficie vitata.

Dal canto suo, l’assessore Dario Bond ha assicurato attenzione e impegno. Tra le priorità, il sostegno alla bieticoltura e la tutela della cooperativa Coprob, unica realtà nazionale nel settore della trasformazione dello zucchero.

Bond ha inoltre annunciato l’intenzione di promuovere un tavolo permanente di confronto che coinvolga Regione, Veneto Agricoltura, università e associazioni di categoria, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete e rilanciare la produzione.

Particolare attenzione sarà riservata anche all’agricoltura di montagna, sempre più esposta al rischio di abbandono, con conseguenze dirette sul territorio e sull’equilibrio ambientale.

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