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26.03.2026 - 12:42
Foto di repertorio
Una lavoratrice in stato di gravidanza presso la Epta Costan di Limana non ha visto rinnovato il proprio contratto di somministrazione in scadenza. Pur essendo formalmente legittima, la scelta dell’azienda è stata definita “gravemente inopportuna e socialmente inaccettabile” dalla Fiom-Cgil di Belluno.
L’episodio appare in forte contrasto con l’immagine pubblica dell’azienda, che conta circa 1.400 dipendenti e si presenta come promotrice di politiche a favore della parità di genere, dell’inclusione e della responsabilità sociale. Solo poche settimane fa, in occasione dell’8 marzo, la società aveva diffuso materiali celebrativi e campagne interne dedicate alla valorizzazione delle donne nel lavoro.
“Non è possibile parlare di valorizzazione delle donne se, nei momenti più delicati, non vengono garantite adeguate tutele”, ha dichiarato Stefano Bona, segretario generale della Fiom di Belluno. Il sindacato sottolinea come in passato contratti in scadenza a lavoratrici in gravidanza siano stati regolarmente rinnovati, chiedendosi perché in questo caso sia stata adottata una decisione diversa.
La Fiom ha chiesto all’azienda di rivedere immediatamente la decisione, fornire chiarimenti e assumere impegni concreti per evitare il ripetersi di situazioni simili, ribadendo che “la tutela della maternità e la dignità del lavoro non possono essere subordinate a logiche organizzative o produttive”.
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