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Ricostruzione del rifugio Buffaure: anche il PD si schiera contro il progetto

rifugio Buffaure, Trentino, repertorio

rifugio escursionistico Buffaure, val di Fassa

La ricostruzione sarebbe uno stravolgimento della tipologia alpina, verso un modello da iper-turismo

Suscita diverse critiche il progetto di demolizione e ricostruzione, con stravolgimento della tipologia architettonica e aumento del 450% della volumetria, dello storico Rifugio Buffaure, situato in val di Fassa, a 2mila metri di quota, sul Monte Buffaure in uno scenario considerato mozzafiato e famosissimo, in area di tutela paesaggistico-ambientale. Si tratta di un rifugio classificato come "escursionistico".

Lucia Maestri, consigliera provinciale del Partito Democratico prende posizione e deposita una interrogazione alla giunta – dopo la recente e severa bocciatura di Italia Nostra - contro il nullaosta rilasciato dalla giunta provinciale di Trento al progetto di demolizione e ricostruzione del rifugio storico, che comporta un radicale cambiamento di tipologia dell' edificio e prevede saune, area wellness, camere-suite con bagno privato.

Il consiglio comunale di Sen Jan de Fasha/San Giovanni di Fassa aveva approvato la deroga al piano regolatore per autorizzare demolizione e ricostruzione, mentre la commissione urbanistica aveva negato l’autorizzazione.

é uno sfregio ambientale, testimonianza di una politica turistica imperniata sulla continua crescita delle dimensioni quantitative dell’ospitalità in quota” chiosa Maestri.

Così scriveva Italia Nostra nella sua nota critica di poche settimane fa:  "In luogo dell’attuale rifugio il Consiglio comunale di Sèn Jan ha dato parere positivo alla deroga per il progetto che prevede un edificio che striderà pesantemente con la cornice paesaggistica: un enorme volume di quattro piani di altezza, con garage nel seminterrato, ristorante da 120 posti, una terrazza con 150 posti a sedere, spazi wellness, 5 suites con sauna privata e terrazza, oltre ad altre stanze per il personale e l’appartamento dei gestori. Questo intervento comporterà inoltre la demolizione di un manufatto parte del patrimonio edilizio tradizionale montano, realizzato in tronchi di legno con l’antichissima tecnica del blockbau e vincolato a interventi di risanamento conservativo. Una baita, quella da demolire per far posto alla ricollocazione del nuovo rifugio Buffaure, che sarà anch’essa ricostruita su un nuovo sedime, precisamente nelle immediate vicinanze del rifugio. Con l’occasione, poi, la baita sarà anche interessata da cambio d’uso, diventando un locale per il ricovero di fortuna aperto nei periodi di chiusura del rifugio, insomma un bivacco. Chissà, forse il primo bivacco all’interno di una zona sciistica.". L'associazione e la consigliera sottolineano che la delibera di deroga non contiene alcun accenno ai temi paesaggistici.

Lucia Maestri contesta il modello di montagna che la giunta propone con queste autorizzazioni, e dice "La questione che balza gli occhi è la cubatura di quel nuovo Buffaure. Una cubatura esagerata, oltre che un contenuto che avrà quella cubatura, decisamente sopra le righe rispetto a un'idea di montagna che dovrebbe essere un'idea di accoglienza sì, ma non di grande wellness.
Mi pare uno sfregio al territorio in nome di una trascinamento economico del turismo, che soddisfa però poche persone." 

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