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Truffe agli anziani tra Trento e Bolzano: scoperta banda con base in Campania

Finti avvocati e Carabinieri al telefono per raggirare le vittime: quattro denunciati dopo un’indagine partita da un blitz nel 2025

Truffe agli anziani tra Trento e Bolzano: scoperta banda con base in Campania

Le forze dell'ordine al lavoro

Un sistema rodato, studiato nei minimi dettagli per colpire le persone più fragili. È quanto emerso dall’indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Cavalese, che ha portato alla denuncia di quattro persone per truffa aggravata nell’ambito di una serie di raggiri ai danni di anziani tra le province di Trento e Bolzano.

L’attività investigativa ha preso avvio dopo un blitz eseguito il 22 settembre 2025 ad Appiano sulla Strada del Vino, che aveva portato al sequestro di gioielli per circa 10mila euro e 6mila euro in contanti, ritenuti provento di precedenti truffe.

Da lì, i militari sono riusciti a ricostruire l’organizzazione e le modalità operative di un gruppo criminale con base in Campania, specializzato in truffe seriali agli anziani. Il meccanismo era sempre lo stesso: una telefonata improvvisa, con interlocutori che si spacciavano per avvocati o appartenenti alle forze dell’ordine, annunciando un grave incidente causato da un familiare della vittima.

A quel punto scattava la richiesta urgente di denaro o gioielli per evitare conseguenze giudiziarie. Un racconto costruito ad arte, spesso accompagnato da rumori di sottofondo come urla o sirene, per aumentare la tensione e confondere le vittime, spingendole ad agire senza riflettere.

Mentre le anziane raccoglievano in fretta contanti e preziosi, entravano in scena i cosiddetti “operativi”: incaricati del ritiro, già presenti nei pressi delle abitazioni e pronti a intervenire una volta ricevuto l’indirizzo. Persone dall’aspetto rassicurante, ben vestite e dai modi gentili, che si presentavano alla porta per ritirare quanto richiesto e poi dileguarsi rapidamente.

Le indagini hanno permesso di accertare due truffe consumate e quattro tentate tra le province coinvolte. I quattro indagati sono stati denunciati a piede libero.

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