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Cronaca
03.04.2026 - 18:00
Foto di repertorio
Undici dei dodici pusher arrestati a fine giugno nell’ambito di una vasta indagine antidroga in Valsugana hanno patteggiato pene complessive per 13 anni e mezzo e oltre 35mila euro di multa. Tra loro anche Ilyes Hammi, il giovane latitante di origini tunisine che a settembre si era consegnato spontaneamente ai carabinieri: per lui la pena concordata è di 1 anno e 6 mesi.
La rete operava principalmente tra Pergine, Levico e Borgo Valsugana, con un casale vicino agli ex Artigianelli di Susà trasformato in covo e centro di stoccaggio della droga. Lo scambio avveniva però anche in stazione, nelle piazze e in auto. Il gruppo, composto da giovani, alcuni appena ventenni, era diventato un punto di riferimento per il rifornimento di cocaina e hashish in tutta la zona.
Le indagini, durate circa due anni, hanno permesso di sequestrare oltre 540 grammi di cocaina, quasi due chili di hashish, materiale per il confezionamento e denaro contante. Nonostante la consapevolezza dei controlli da parte dei carabinieri, i pusher hanno continuato le loro attività, cercando solo di rendersi più “invisibili”.
Oltre a Hammi, hanno patteggiato pene anche altri nomi noti alle forze dell’ordine come Andy Mattevi (6 mesi per spaccio di hashish) e i restanti pusher: Adam Belhareth, Ugo Eros Galler Bisset, Almiri Ibrahimi, El Jaad Adil, Mouadine Zakaria, Mohamed Lakthar Quartani, Xhevdet Rakipi, Giuseppe Ignarro e Sofiene Amairi. L’indagine ha confermato come il gruppo avesse un ampio giro di consumatori, dai ragazzi agli studenti, fino a impiegati insospettabili, consolidando così un mercato di droga capillare nella Valsugana.
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