«Io sono nera, tu sei bianca, lui è giallo… Eliminiamo queste etichette! Non siamo dei prodotti, siamo umani». Il messaggio è breve, dura un minuto, e colpisce per la semplicità con cui esprime un concetto tanto profondo come l’antirazzismo – quasi dovesse spiegarlo a un bambino – senza però svilirne l’importanza.
Andrea Corazza e Hannah Zoka
Si chiama “We Have No Colors” il cortometraggio girato da Andrea Corazza, 19enne di Noale, appena premiato al festival “Unfinished Work” di Santa Monica (Usa). La rassegna è dedicata a Martin Luther King e si occupa proprio di opere cinematografiche che promuovono l'antirazzismo e combattono la discriminazione, tema tristemente tornato di attualità negli scorsi, mesi soprattutto negli Stati Uniti ma non solo.
Noale, l'antirazzismo spiegato in un cortometraggio
«Il messaggio che volevo trasmettere con questo video – spiega Corazza – è che bisogna considerare l’essere umano in sé, scordandosi del colore della pelle. La speranza è arrivare a un punto in cui non ci renderemo nemmeno più conto di queste differenze». Protagonista del cortometraggio è la 18enne Hannah Zoka, anche lei di Noale, che in una serie di inquadrature in bianco e nero presta volto e voce al testo scritto dal regista. L’incontro tra i due è stato casuale, racconta lui, ma decisivo per dare forma all’idea che gli stava frullando in testa. «Quando ci siamo conosciuti – aggiunge Corazza – Hannah mi ha raccontato di aver subito alcune discriminazioni nella sua vita. È la sua storia: anche per questo è stata la protagonista perfetta, e quasi non ha avuto bisogno di recitare».
Da Noale ai festival internazionali: successo sui social (e non solo)
Il video ha da subito riscosso molto successo sui social, venendo condiviso da diversi profili molto seguiti tra cui quello di Save the Children
. Ha partecipato anche a svariati festival italiani e internazionali, da Roma a Milano, da Los Angeles a Londra a Dubrovnik, fino alla soddisfazione di Santa Monica. Un traguardo meritato, per due ragazzi del nostro territorio che hanno dimostrato grande talento e impegno. «L’unica delusione è stato poter partecipare solo virtualmente ai festival, non potendo viaggiare a causa della pandemia», dice Corazza, che ha già in mente nuovi lavori “sempre a sfondo sociale”. Carlo Romeo
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