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Migranti, l’Italia apre i porti a tre navi

Migranti, in 542 sbarcano da Louise Michel, Geo Barents e Humanity 1

Trentatré migranti hanno toccato finalmente la terraferma di Lampedusa e abbandonato il mare nel quale hanno rischiato la vita, 248 che si trovano sulla Geo Barents lo faranno entro domani sera a Salerno e i 261 a bordo della Humanity 1 sbarcheranno a Bari. Le tre navi delle ong hanno ricevuto il 'place of safety' dall'Italia per attraccare e far scendere le persone salvate, tra cui molti minori non accompagnati. Delle 509 persone che attualmente si trovano sulla Geo Barents e sulla Humanity 1 circa 150 sono minorenni; uno è nato il 7 dicembre sulla nave di Medici Senza Frontiere.

Migranti, perché questa apertura dal governo Meloni

Il governo italiano, a prima vista, sembrerebbe aver cambiato strategia sulla gestione dell’arrivo di migranti attraverso il Mediterraneo, ma non è proprio così. Questo nuovo atteggiamento sembra nascere dalla necessità di dialogo con gli altri paesi europei intorno al nuovo “Piano d’azione per il Mediterraneo centrale” presentato dalla Commissione Europea a fine novembre, dopo la crisi diplomatica con la Francia a proposito dell’attracco della nave Ocean Viking carica di persone soccorse in mare. Questo documento è piuttosto vago ma, tra le altre cose, contiene un’apertura alle richieste italiane nella forma di una menzione della possibilità di coinvolgere gli “stati di bandiera” nelle discussioni sulla gestione delle navi delle ong, nonché un rafforzamento della “dichiarazione di solidarietà ” che prevedeva un meccanismo volontario e non vincolante di sostegno ai paesi più esposti ai flussi migratori. Ora però deve essere sottoposto ai processi legislativi europei per entrare in vigore. Mentre continua questo braccio di ferro tra stati nazione, le vite delle persone che si trovano nelle rotte migratorie continuano ad essere in pericolo. Repubblica fa sapere che i respingimenti nei confronti dei migranti che raggiungono l’Italia attraverso la rotta balcanica continuano. Enrico Caccin
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