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Lavori Pubblici
07.02.2026 - 09:45
Infrastrutture Venete ha effettuato il varo del nuovo ponte stradale di Trecenta sull’Idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco. L’opera rientra nel programma di adeguamento dell’idrovia, finalizzato a superare le principali criticità lungo il percorso
Infrastrutture Venete, società partecipata al 100% dalla Regione del Veneto, ha effettuato il varo del nuovo ponte stradale di Trecenta, che attraversa l’Idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco nel territorio comunale di Trecenta (RO) e interessa la S.P. 1. L’intervento rientra nel più ampio programma di adeguamento dell’Idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco finalizzato a migliorare la navigazione e a superare i principali punti critici che oggi costituiscono un ostacolo lungo il percorso
“Il varo del nuovo ponte di Trecenta è uno dei passaggi più impegnativi e significativi dell’intervento di ammodernamento dell’infrastruttura: non solo per la complessità delle operazioni, ma anche perché rappresenta un momento decisivo nell’avanzamento complessivo dei lavori.”
- commenta l’Ing. Alessandra Grosso, Direttore Generale di Infrastrutture Venete -
“Parliamo di una struttura ad arco in acciaio a campata unica, lunga 70 metri e larga 18, con un peso di circa 400 tonnellate e che garantisce elevati standard di sicurezza. L’intera operazione di ammodernamento del ponte, che prevede un investimento complessivo pari a 6,6 milioni di euro, finanziato al 50% da fondi regionali e al 50% da fondi Europei, consentirà un notevole miglioramento della sicurezza per la viabilità stradale locale e un utilizzo più performante e strategico della via d’acqua, con ricadute positive sia per il commercio che per il turismo.”
Tra gli obiettivi principali del progetto vi è l’eliminazione delle pile presenti in alveo e l’aumento dell’altezza del ponte per consentire il transito delle imbarcazioni di maggiori dimensioni: il tirante d’aria viene infatti portato dagli attuali 5,32 metri ad un’altezza di 7 metri.
L’intervento è stato articolato in fasi progressive: prima l’avvicinamento al canale, poi l’avanzamento fino al superamento dell’alveo e infine l’installazione sui nuovi appoggi. L’intera manovra è stata eseguita con tolleranze molto ridotte e con un costante coordinamento tra trasporto, sollevamento e controllo.
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