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Limena, tre emergenze: il ponte della Libertà, la Sp 47 e la ciclabile per Padova che non c’è

Il sindaco di Limena Stefano Tonazzo: “Serve collaborazione tra enti”

Limena ponte libertà

Il ponte della Libertà bloccato da un camion

Sindaco Tonazzo, Limena è da tempo un punto nevralgico per chi si sposta a nord di Padova. Qual è oggi lo stato della sicurezza stradale nel vostro comune?

Siamo in una posizione agevolata rispetto al passato grazie alla tangenziale che supera il centro abitato. È stata una scelta lungimirante che ha risolto problemi enormi, fungendo da vero e proprio polmone per la viabilità alternativa. Tuttavia, non possiamo cullarci sugli allori. Se il traffico pesante è stato in gran parte allontanato dalle case, abbiamo ancora nodi scoperti, specialmente per quanto riguarda l’utenza debole. È inaccettabile che nel 2026 un cittadino di Limena che voglia andare a Padova in bicicletta, o viceversa, debba rischiare la vita sulla strada provinciale. Mettere in sicurezza ciclisti e pedoni è la nostra priorità assoluta.

Ci sono novità sul fronte della mobilità dolce e dei collegamenti con il capoluogo?

Proprio il mese scorso abbiamo avviato un tavolo di confronto con il Comune di Padova per definire una progettualità condivisa. Non è una questione di poco conto: serve un percorso ciclabile protetto e continuo. La sicurezza non può fermarsi al confine comunale; la collaborazione tra enti è l’unica via per garantire percorsi dignitosi a chi sceglie la mobilità sostenibile.

Il "Ponte della Libertà" verso Vigodarzere è spesso al centro delle cronache per ingorghi e incidenti. Qual è la vostra soluzione?

Quel ponte, risalente al 1954, è ormai obsoleto e insicuro. Non passa settimana senza che un mezzo vi rimanga incastrato, e ogni giorno nelle ore di punta i tempi di attesa in coda superano i 45 minuti. È una situazione frustrante e insostenibile. La soluzione su cui stiamo lavorando con il comune di Vigodarzere è la costruzione di un nuovo ponte collegato a una bretella. L'obiettivo è creare una connessione diretta tra la nostra zona industriale e quella di Saletto, evitando che i mezzi pesanti invadano via Marconi a Vigodarzere o tornino nel centro di Limena. È un'opera che darebbe respiro a tutta la cintura nord.

Un’opera ambiziosa che richiede però un accordo politico e finanziario non banale. A che punto siamo con la Provincia e i comuni vicini?

La Provincia di Padova ha già commissionato uno studio di fattibilità che prevede quattro diverse soluzioni progettuali. Questi studi ci dicono chiaramente quanto occorre investire per poter poi "battere cassa" in Regione o allo Stato, trattandosi di un’opera strategica regionale. La vera sfida, però, è l’accordo tra i Comuni. Non c’è ancora una visione univoca sul tracciato esatto della bretella a Vigodarzere. Io dico che dobbiamo essere altruisti: non possiamo guardare solo al nostro "giardinetto" se vogliamo risolvere un problema che blocca migliaia di persone ogni giorno. La Provincia impegnerà ora dei fondi per una manutenzione straordinaria del vecchio ponte, ma è solo un palliativo.

Guardando al territorio, c’è un’altra arteria che preoccupa: la Valsugana. Che fare?

Il raddoppio della SP47 Valsugana da Limena verso Cittadella e Bassano è fondamentale. Sarebbe il proseguimento naturale della nostra tangenziale. Oggi centri come San Giorgio in Bosco o Curtarolo sono letteralmente "ostaggio" del traffico pesante, il che rende la vita dei residenti pericolosa e l'aria irrespirabile. Come amministrazione di Limena, sosterremo con forza questa battaglia in sede regionale: è un’opera necessaria non solo per la sicurezza, ma per la crescita economica dell'intero comparto produttivo del padovano.

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