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Calcio. Serie B
29.01.2026 - 20:27
Claudio Ottani, Matteo Andreoletti, Lorenzo Crisetig, Papu Gomez, e Damiano Longhi
Festeggiare la tradizione con uno sguardo volto a un nuovo futuro. Il Padova, nel giorno del suo 116esimo compleanno, riparte dal mito del Gattamelata con l’orizzonte della nuova era targata Alessandro Banzato. La città del Santo non ama i clamori fini a se stessi, preferisce la concretezza del fare. Eppure, ci sono date che sfuggono alla routine per farsi rito. Oggi, 29 gennaio, la città si è fermata immergendosi nel cuore del suo centro storico insieme ai suoi beniamini. I tifosi hanno risposto con un entusiasmo dilagante.
Alle 18:15 parte la festa in via del Santo 65, presso Second Hand Padova, un luogo di culto dove magliette iconiche del passato e del presente vengono esposte. Quelle patavine sono tantissime e bellissime e circondano tutta la stanza. É una vera e propria mostra di padovanità.
E in più c'è la nuova perla, protagonista di giornata: biancoscudata ovviamente, ma con un dettaglio che ha fatto sorridere i romantici. Il centro della scena è tutto per il Gattamelata, uno sei simboli della città. Il logo ha un forte legame anche con il mondo del calcio: un dolce ricordo legato all’ultima apparizione del club del Santo in serie A. La maglia speciale verrà indossata solamente nella sfida contro il Monza di domenica.
Nella prima parte della serata in rappresentanza della squadra erano presenti mister Matteo Andreoletti e i due capitani, Papu Gomez e Lorenzo Crisetig. Non potevano mancare il Presidente Francesco Peghin, l'Ad Alessandra Bianchi e il Sindaco Sergio Giordani. Con loro anche due leggende cittadine come Claudio Ottoni e Damiano Longhi, due giocatori iconici del periodo d’oro patavino. Infine due protagonisti della creazione della quarta maglia: Ferruccio Ruzzante, l'ideatore del logo delle maglie del Padova dal 1989 sino al 2001 e Massimo Benedetti, uno dei due responsabili di Appartenenza Biancoscudata. A prendere la parola per primo è stato il sindaco, ex presidente della squadra proprio nei magici anni '90: "Questo stemma porta bene, speriamo continui a farlo".
Ha preso poi la parola il Presidente Francesco Peghin ringraziando gli organizzatori e illustrando il programma della serata. Attenzione, però, rivolta anche verso il campo: "Mi preme anche l'evento che ci sarà domenica, verrà giocata la partita con questa maglia, speriamo che i ragazzi ci facciano festeggiare il compleanno nella maniera che tutti sogniamo", ha concluso.
La maglia presentata non sarà messa in vendita, ma il suo ricavato andrà in beneficenza. Una divisa che ha convinto tutti, estetica, ma anche ricca di significato: "Giordani ebbe l’idea di creare questo marchio che rappresenta la cultura e la tradizione di Padova. In realtà non è il cavallo di Gattamelata, ma è quello situato a Palazzo della Ragione. Il significato? La ragione che porta tutti noi a fare sport e a farlo in maniera rispettosa, consapevoli e tutti insieme. E speriamo sia anche di buon auspicio per il futuro", ha spiegato Ferruccio Ruzzante.
L’abbraccio della città: dalla Garzeria a Piazza Cavour
Dopo il primo assaggio di festa, la celebrazione si è spostata all'aperto, tra la gente. Bambini, famiglie, appassionati e non solo. In Piazzetta della Garzeria, dove la società nacque nel 1910, foto di rito per celebrare la nuova maglietta. Poi ecco lo spazio per lasciarsi andare all'euforia generale. Più di 600 tifosi. Alcuni provano a scambiare una foto o una parola con il proprio idolo. L'atmosfera è di felicità.

Tutti uniti nell'abbraccio di Piazza Cavour, con la divisa che viene consegnata idealmente ai tifosi. Giocatori e staff sono in prima linea e si mischiano con la folla.
Poi parte lo show della tifoseria organizzata. Il momento è ad alta intensità emotiva con i padovani che regalano uno spettacolo pirotecnico tra canti, fumogeni e fuochi d'artificio. Un vero e proprio corteo festante. Anche alcuni calciatori si lasciano andare a qualche coro. "Ma quando torno a Padova" di Umberto Marcato corona alla perfezione la serata.
Dopo l'amore c'è un piccolo spazio per qualche sentimento negativo. Il dissapore verso la questione curva Sud non viene dimenticato neanche in questa serata. Gli ultras salutano Palazzo Moroni, sede del Comune, bersagliando il famigerato Stadio Euganeo. Poi tutti a casa con il ricordo di qualcosa di bello.
All'evento non era presente la nuova proprietà. In ogni caso quest'anno il brindisi del compleanno patavino ha avuto un sapore diverso, quello di un nuova storia che si è aperta. Alessandro Banzato ha portato con sé un romanticismo ragionato: nessuna promessa roboante, ma una padovanità ritrovata e la solidità di un progetto che vuole riportare il club ad essere protagonista. La ragione del Gattamelata e l'amore del popolo del Santo: questi gli ingredienti di una serata speciale e, magari, del futuro.
Il Padova compie 116 anni ed è pronto a scrivere un nuovo capitolo. L'inizio profuma di un patto collettivo una volta di più collaudato tra tifoseria e squadra. Entusiasmo, passione, tradizione ma anche modernità: la città del Santo sta già vivendo un'attesissima carica per i tempi che verranno.
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