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Padova, 116 anni di orgoglio: tra il mito del Gattamelata e l’alba dell’era Banzato

Bagno di folla per i giocatori nelle piazze della città

Padova, 116 anni di orgoglio: tra il mito del Gattamelata e l’alba dell’era Banzato

Claudio Ottani, Matteo Andreoletti, Lorenzo Crisetig, Papu Gomez, e Damiano Longhi

Festeggiare la tradizione con uno sguardo volto a un nuovo futuro. Il Padova, nel giorno del suo 116esimo compleanno, riparte dal mito del Gattamelata con l’orizzonte della nuova era targata Alessandro Banzato. La città del Santo non ama i clamori fini a se stessi, preferisce la concretezza del fare. Eppure, ci sono date che sfuggono alla routine per farsi rito. Oggi, 29 gennaio, la città si è fermata immergendosi nel cuore del suo centro storico insieme ai suoi beniamini. I tifosi hanno risposto con un entusiasmo dilagante.

Il filo rosso della storia: l'omaggio al Gattamelata

Le celebrazioni sono iniziate alle 18:15 in via del Santo 65, presso Second Hand Padova, un luogo di culto dove magliette iconiche del passato e del presente vengono esposte. Oggi è stata messa in mostra una nuova perla: biancoscudata ovviamente, ma con un dettaglio che ha fatto sorridere i romantici. Il centro della scena è tutto per il "Gattamelata", il condottiero che veglia sulla piazza della Basilica e che da oggi torna a fregiare il petto dei patavini. La presentazione della maglia speciale, che verrà indossata solamente nella sfida contro il Monza di domenica, rappresenta un ponte che lega ciò che è stato a ciò che sarà. È un omaggio alla Padova dei capitani di ventura, un richiamo alla battaglia e alla fierezza che la piazza chiede a gran voce. Il logo è quello utilizzato dagli anni '90 agli anni 2000 e ha rappresentato l’ultima apparizione del club del Santo in serie A.

Nella prima parte della serata in rappresentanza della squadra erano presenti mister Matteo Andreoletti e i due capitani, Papu Gomez e Lorenzo Crisetig. Non potevano mancare il Presidente Francesco Peghin e l'Ad Alessandra Bianchi. Infine il Sindaco Giordani, Claudio Ottoni e Damiano Longhi, due giocatori iconici del periodo d’oro patavino. A prendere la parola per primo è stato proprio il sindaco, ex presidente della squadra proprio nei magici anni '90. 

Le maglie presentate non saranno messe in vendita, ma andranno in beneficenza"Giordani ebbe l’idea di creare questo marchio che rappresenta la cultura e la tradizione di Padova. In realtà non è il cavallo di Gattamelata, ma è quello situato a Palazzo della Ragione. Il significato? La ragione che porta tutti noi a fare sport e a farlo in maniera rispettosa, consapevoli e tutti insieme. Speriamo sia anche di buon auspicio per il futuro", è stato spiegato.

L’abbraccio della città: dalla Garzeria a Piazza Cavour

Dopo il primo assaggio di festa, la celebrazione si è spostata all'aperto, tra la gente. Bambini, famiglie, appassionati e non solo. In Piazza della Garzeria, dove la società nacque nel 1910, foto di rito per celebrare la nuova maglietta. Poi ecco lo spazio per lasciarsi andare all'euforia generale.

Tutti uniti nell'abbraccio di Piazza Cavour, con la divisa che viene consegnata idealmente ai tifosi. I giocatori sono in prima linea, insieme a mister Andreoletti. Il momento è ad alta intensità emotiva con i padovani che regalano uno spettacolo pirotecnico tra canti, fumogeni e fuochi d'artificio. I presenti conducono un vero e proprio corteo festante. Anche i calciatori, emozionati, si lasciano andare a qualche coro. 

La nuova rotta: l'ambizione di Alessandro Banzato

Quest'anno il brindisi del compleanno patavino ha avuto un sapore diverso, quello di un capitolo che si è appena aperto con il passaggio di proprietà ad Alessandro Banzato. Il cambio al vertice ha portato con sé un romanticismo ragionato: nessuna promessa roboante, ma una padovanità ritrovata e la solidità di un progetto che vuole riportare il club ad essere protagonista. La ragione del Gattamelata e l'amore del popolo del Santo: questi gli ingredienti di una serata speciale.

Il Padova compie 116 anni, ma la sensazione è che non stia guardando indietro. Il sapore di un patto collettivo prima di una nuova, attesissima carica per i tempi che verranno.

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