Siamo in un periodo in cui i sogni prendono forma e, a Vicenza, il sogno ha il biancorosso addosso. Dopo la beffa della scorsa stagione, sfumata sul più bello e rimasta come una ferita ancora aperta per tutto l'ambiente, il Lane ha saputo rialzarsi con maturità e determinazione, trovando nel nuovo corso tecnico la chiave per ripartire.
L’arrivo in estate di Fabio Gallo ha rappresentato molto più di un semplice cambio in panchina: il tecnico ha restituito serenità, equilibrio e fiducia a un gruppo che aveva bisogno di ritrovare certezze prima ancora che risultati, riflettendo tutto ciò in un percorso straordinario: ben ventisei partite consecutive di campionato senza sconfitte sono un dato che racconta solidità, continuità e mentalità. Una striscia lunga, costruita settimana dopo settimana, attraverso vittorie pesanti e pareggi maturi, che ha alimentato entusiasmo e consapevolezza. Lo stop del 15 febbraio contro l’Alcione Milano, arrivato davanti al proprio pubblico, non cancella quanto di buono fatto, andando incontro ad un inciampo fisiologico in un cammino che resta di altissimo livello.
La forza di questa stagione sta soprattutto nell’identità ritrovata. Il Vicenza gioca con equilibrio, sa soffrire quando serve e colpisce con qualità, adattandosi sempre alle caratteristiche dell'avversario. La fase difensiva si sta dimostrando una delle migliori del campionato, mentre davanti la squadra ha dimostrato varietà di soluzioni e una distribuzione diffusa delle responsabilità offensive. Non solo singoli, ma un collettivo che si muove compatto, con idee chiare e una guida tecnica capace di leggere le partite.
Accanto alle certezze, non sono mancate le piacevoli scoperte come Pellizzari,Vescovi,Alessio, giovani cresciuti all’ombra dei più esperti hanno trovato spazio e personalità, diventando pedine preziose nelle rotazioni.
Alcuni nuovi innesti si sono rivelati determinanti per equilibrio e intensità, mentre elementi già presenti in rosa hanno compiuto un salto di qualità evidente, trascinati dall’ambiente e dalla fiducia dell’allenatore, portando questa miscela di esperienza e freschezza a dare al Vicenza una marcia in più.
Ma c’è anche un altro fattore che pesa: la città. Vicenza ha risposto presente, riempiendo il Menti e tornando a respirare un'atmosfera da grande piazza che merita palcoscenici superiori, tramutando l’entusiasmo sugli spalti, in energia sul campo, creando un legame forte tra squadra e tifosi.
Dopo l’amarezza dello scorso anno, oggi si respira una convinzione diversa: quella di chi ha imparato dalla delusione e vuole trasformarla in spinta.
In questo mese, il campionato entra nella sua fase decisiva e il Vicenza c’è, con pieno diritto. I piccoli passi falsi, hanno ricordato che nulla è scontato, ma non hanno scalfito la credibilità di un percorso che resta eccellente, mantenendo il sogno Serie B non più solo un desiderio sussurrato, ma un obiettivo concreto, costruito con lavoro, equilibrio e ambizione, permettendosi così di sognare in grande.