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AGRICOLTURA

Piano 2026-2030 contro corvidi: proteggere i raccolti trentini con interventi mirati

Definiti i limiti, le modalità e le tempistiche per la gestione di cornacchie nere, grigie e ghiandaie

Foto della Provincia di Trento

Foto della Provincia di Trento

Un intervento mirato per proteggere le colture esposte all’azione di cornacchie nere, grigie e ghiandaie: è questo l’obiettivo del nuovo Piano di controllo di queste specie approvato nei giorni scorsi dalla Giunta provinciale di Trento.

Il Piano, valido fino al 31 dicembre 2030, è stato presentato dall’assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni, che ha dichiarato: “L’obiettivo è affiancare il mondo agricolo con strumenti concreti, mantenendo al tempo stesso grande attenzione alla corretta gestione della fauna. Parliamo di specie cacciabili già oggetto di gestione e di un Piano costruito con criteri di equilibrio e selettività, per intervenire in modo mirato dove si manifestano i danni”.

I danni

Secondo i dati riportati dalla Provincia, le colture maggiormente suscettibili ai danni provocati dai corvidi sono quelle di mais, piccoli frutti, produzioni orticole, ciliegi, meli e viti. Si stima che le perdite medie oscillino tra il 15 e il 30% della produzione. In alcuni casi localizzati, i danni hanno colpito la quasi totalità del raccolto.

Cosa stabilisce il Piano di controllo 2026-2030

Il nuovo Piano di controllo scandisce i tempi, modalità e limiti degli interventi, effettuabili solo in un determinato periodo dell’anno: dal 1° marzo al 30 settembre, ovvero quando la coltura è in una fase più vulnerabile.

Il contingente massimo annuale, definito in base ai criteri ritenuti sostenibili dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ammonta a 1.000 cornacchie e 500 ghiandaie.

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