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Così Le Figaro promuove il capoluogo: "Vicenza è da scoprire assolutamente quest'anno"

Figaro mostra rinascimento

Il titolo de Le Figaro sul reportage da Vicenza

Le Figaro indica sette motivi per cui visitare o ritornare a Vicenza

Il titolo de Le Figaro sul reportage da Vicenza
Le Figaro, prestigioso quotidiano parigino, dedica un articolo lusinghiero a Vicenza. Lo firma Lucie Tournebize giornalista che è stata presente all'inaugurazione della mostra su La fabbrica del Rinascimento il 10 dicembre scorso in Basilica, giunta a Vicenza grazie ai buoni uffici di Carla Padovan del consorzio "Vicenza è". Il risultato è un pezzo ampio e autorevole, dal titolo eloquente: "Perché Vicenza è da scoprire assolutamente quest'anno". Il sottotitolo è sulla stessa lunghezza d'onda: "Sette buone ragioni per visitarla o ritornarci nel 2022". Prima di esplorare quali siano queste ragioni, Lucie Tournebize fa una premessa. Ricorda che Vicenza è a metà strada fra Verona e Venezia ed è fuori dai circuiti turistici classici, benchè sia inserita nella World Heritage List dell'Unesco dal 1994. Morale: "Da parecchi anni la città sta preparando la sua rinascita, scommettendo sulla cultura. Più che un museo a cielo aperto, Vicenza è un museo dentro e fuori. Partendo dagli antichi palazzi, da una mostra o una chiesa, ci si sorprende a riconoscere nelle vie la città storica dei quadri. Candidata a diventare la capitale italiana della cultura nel 2024, Vicenza ha già le potenzialità per imporsi come una delle più affascinanti città del Nord Italia".
Lucie Tournebize, autrice del pezzo su Le Figaro
I motivi che spingono l'autrice a pronunciare queste affermazioni sono le sette motivazioni di cui sopra, cioé le ragioni per visitare Vicenza. Eccole: immergersi nella mostra sul Rinascimento in Basilica; andare a vedere (non ad ascoltare, nda.) un concerto al teatro Olimpico; esplorare palazzo Thiene, sontuosa sede di una vecchia banca (così nel testo); passare una serata la bar Borsa, jazz club unico al mondo; essere invitati per un tè a villa Valmarana ai nani; permettersi di acquistare una litografia alla stamperia Busato; esplorare le sale barocche di palazzo Leoni Montanari.
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