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Cultura
03.04.2026 - 14:47
Prende il via l’undicesima edizione della rassegna “Il Suono e la Parola”, un’iniziativa promossa dal Comune di Padova Assessorato alla Cultura con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, la direzione artistica di Maurizio Camardi e l’organizzazione della Scuola di Musica Gershwin. Main sponsor BPER.
Dopo il successo delle scorse edizioni torna l’iniziativa voluta dall’Amministrazione Comunale per promuovere la città attraverso incontri, concerti e spettacoli. Il programma prevede cinque eventi speciali – tra cui tre prime assolute – con appuntamenti da non perdere che coinvolgeranno personalità del mondo del teatro, della parola e della musica e alcuni artisti veneti affermati ben oltre i confini locali.
Un progetto che continua a esplorare il suono e la parola come estensioni di diverse forme d'arte, creando un'esperienza ricca di suggestioni per il pubblico.
Un viaggio in cui le vibrazioni del suono si fondono con le armonie cromatiche della poesia e della letteratura, dando vita a un’esperienza sensoriale unica e coinvolgente.-
Ad aprire la rassegna un incontro sui diritti conquistati dalle donne e le sfide ancora aperte a 80 anni dal suffragio femminile. Mercoledì 15 aprile, alle ore 18:00, la Sala del Romanino dei Musei Civici di Padova (piazza Eremitani 8) ospiterà l’incontro con la giornalista Marianna Aprile dal titolo “La promessa. Dal suffragio femminile alla prima donna a Palazzo Chigi, storia di una rivoluzione incompleta”. A moderare l’appuntamento sarà Micaela Faggiani. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Rizzoli, Libreria Mondadori e Il Cantiere delle Donne.
L’incontro prenderà vita da una data simbolica e decisiva per la storia italiana: il 1946, anno in cui le donne, dopo un lungo percorso di lotte, rivendicazioni e partecipazione civile, votarono e furono votate per la prima volta, prima alle amministrative di marzo e poi al referendum del 2 giugno e all’elezione dell’Assemblea costituente. Una svolta che di diritto segnò il pieno ingresso delle donne nella vita democratica del Paese.
Da quella conquista nacque una promessa: attraverso il voto, arrivare alla piena cittadinanza e all’accesso a tutti i diritti di cui gli uomini già godevano. Ottant’anni dopo, l’incontro con Marianna Aprile offrirà l’occasione per interrogarsi su che cosa resti oggi di quell’impegno, tra conquiste ottenute e traguardi ancora da raggiungere. Nel suo racconto, la giornalista ripercorre una vicenda lunga decenni, che va dall’esperienza delle ventuno costituenti fino alle grandi battaglie che hanno portato a risultati fondamentali come divorzio, aborto, maternità protetta, parità salariale e riforma del diritto di famiglia. Ma il punto centrale resta attuale: qual è oggi lo stato di salute di quei diritti? E la presenza, per la prima volta, di una donna a Palazzo Chigi racconta davvero un Paese in cui la lotta per la piena cittadinanza femminile può dirsi conclusa? Attraverso vicende dimenticate, figure spesso lasciate ai margini della memoria pubblica e biografie straordinarie di donne che hanno contribuito a cambiare il Paese, Marianna Aprile propone una riflessione sul senso più profondo del suffragio femminile e sulla sua eredità nel presente. Giornalista di fama nazionale, Marianna Aprile dopo venticinque anni nella carta stampata oggi collabora con Marie Claire, conduce In Onda su La7 insieme a Luca Telese e Amici e nemici su Radio24 con Daniele Bellasio. È autrice di Il grande inganno (Piemme, 2019), Materiali resistenti (Piemme, 2025, con Luca Telese) e del romanzo In balia (La nave di Teseo, 2021). L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria a partire dal 7 aprile alle ore 14.
La rassegna prosegue con il secondo appuntamento venerdì 24 aprile alle ore 18:00 nella Sala Rossini del Caffè Pedrocchi (via VIII Febbraio 15). In scena “Niente è come sembra. Omaggio a Franco Battiato”, una prima assoluta che intreccia narrazione e musica per rendere omaggio a una delle figure più originali e visionarie della cultura italiana. Protagonisti della serata saranno Angela Forin (voce narrante) e Ivan Contini, che curerà le musiche e le suggestioni sonore. Cantautore, musicista, poeta e pensatore, Franco Battiato è stato uno degli artisti più innovativi della scena italiana. Dall’avanguardia al pop, dall’elettronica alla ricerca spirituale, il suo percorso creativo ha attraversato generi e linguaggi diversi, mantenendo sempre al centro una profonda tensione verso la conoscenza e la ricerca interiore.La conferenza-spettacolo propone un viaggio tra parole, simboli e visioni che hanno attraversato l’opera dell’artista siciliano. Angela Forin guiderà il pubblico in una narrazione capace di svelare i significati più profondi delle sue canzoni e del suo universo creativo, mentre Ivan Contini accompagnerà il racconto con ascolti musicali e nuove prospettive sonore, creando un dialogo tra memoria, suggestione e contemporaneità. A cinque anni dalla sua scomparsa, l’opera di Battiato continua a parlare al presente: un patrimonio artistico e spirituale che invita a guardare oltre la superficie delle cose e a interrogarsi sul senso più profondo dell’esperienza umana. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria a partire dal 17 aprile alle ore 14.
Il mese di maggio si aprirà con un appuntamento speciale in programma sabato 9 maggio alle ore 21:00 al Teatro Tom Benetollo di Padova (via Tonzig 9). In scena, in prima assoluta, lo spettacolo “La terra della mia anima”, con la voce narrante di Massimo Carlotto ccompagnato dagli Old Red Alligators: Maurizio Camardi (sassofoni, duduk), Ricky Bizzarro (chitarra, voce) e Sergio Marchesini (fisarmonica). L’evento segna il ventennale dall’uscita del romanzo “La terra della mia anima” e dal debutto della tournée teatrale ispirata al libro. Per l’occasione lo spettacolo torna in scena con una nuova formazione, in coincidenza con la riedizione del romanzo pubblicata da SEM e in uscita in libreria nell’aprile 2026.
Al centro del racconto c’è la figura del contrabbandiere Beniamino Rossini, protagonista di una storia intensa e avventurosa ambientata lungo quella linea mobile e simbolica che è la frontiera, luogo di passaggio tra terra e mare, tra legalità e illegalità, tra libertà e destino. Attraverso il suo sguardo prende forma un racconto in prima persona che attraversa oltre mezzo secolo di storia italiana, dal secondo dopoguerra ai giorni nostri. Non solo una vicenda di traffici clandestini, ma anche una narrazione che intreccia storia politica, sociale e culturale del Paese, restituendo il ritratto di un uomo fuori dagli schemi e distante dagli stereotipi del fuorilegge. Un personaggio che, nei romanzi della serie dell’Alligatore, ha abitato a lungo la dimensione letteraria e che qui prende corpo come figura reale e simbolica, capace di incarnare lo spirito inquieto e libero delle terre di confine. Sul palco parole e musica si intrecciano per dare vita a una narrazione intensa, in cui il racconto di Carlotto dialoga con le sonorità degli Old Red Alligators, creando un viaggio tra memoria, paesaggi e identità. Un modo originale per riscoprire una storia che parla di frontiere, di libertà e di scelte di vita, restituendo al pubblico tutta la forza evocativa del romanzo. Posto unico non numerato, biglietto 10 euro (diritti di prevendita esclusi). Prevendite da Gabbia Dischi e sul circuito Vivaticket.
Un intreccio di poesia e musica in uno dei luoghi più suggestivi della città. Venerdì 29 maggio alle ore 21:00, l’Oratorio di San Giorgio (Piazza del Santo 11) ospiterà “La preghiera che mi resta – rito poetico”, spettacolo in prima assoluta con Vasco Mirandola voce recitante e Sergio Marchesini alla fisarmonica e al pianoforte. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Basilica del Santo e il Museo Antoniano e rappresenta uno degli appuntamenti che aprono le celebrazioni del Giugno Antoniano. A fare da cornice sarà l’Oratorio di San Giorgio, scrigno artistico trecentesco che fa parte del sito seriale di affreschi dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Lo spettacolo nasce dal dialogo artistico ormai consolidato tra Vasco Mirandola e Sergio Marchesini, che da anni intrecciano nei loro lavori scrittura poetica e composizione musicale, due linguaggi che si inseguono e si sostengono a vicenda: la poesia trova nella musica uno spazio in cui risuonare e crescere, mentre la musica si muove attorno alle parole come un vento capace di amplificarne il senso e l’emozione. Il rito poetico si costruisce attraverso testi di Mariangela Gualtieri, Beatrice Zerbini, Jalal al-Din Rumi, Mahmoud Darwish, Erri De Luca, José Saramago, insieme a scritti degli stessi Vasco Mirandola e Alessandra Conte. Un mosaico di voci e sensibilità diverse che accompagna il pubblico in una riflessione sul tempo presente.
Al centro della serata una domanda che attraversa poesia e musica: da dove si ricomincia in un mondo attraversato da fratture e inquietudini? Tra immagini di un presente segnato da conflitti, solitudini e smarrimento, la poesia diventa uno strumento per osservare la realtà da una prospettiva diversa, per tradurla e restituirle un senso. Non una fuga dal mondo, ma un gesto di accompagnamento e di cura. Parole e musica costruiscono così un percorso intimo e collettivo insieme, che invita a interrogarsi su ciò che resta quando tutto sembra incrinarsi: quale musica, quale poesia, quale preghiera può ancora guidare il nostro cammino. Posto unico non numerato, biglietto 10 euro (diritti di prevendita esclusi). Prevendite da Gabbia Dischi e sul circuito Vivaticket.
A chiudere la rassegna l’appuntamento più atteso del cartellone: lo spettacolo “Francesco” con Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi, in programma sabato 30 maggio (ore 21:00) al Teatro Verdi. Il progetto si inserisce nelle celebrazioni del 2026, anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, il Santo che più di ogni altro ha segnato l’immaginario spirituale e culturale dell’Italia. Una figura che continua a parlare al presente e che viene riletta attraverso uno spettacolo-racconto capace di intrecciare storia, musica e narrazione. Sul palco il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo, il cantautore e musicista Angelo Branduardi e il pianista Fabio Valdemarin conducono il pubblico in un viaggio tra le molte anime di Francesco. C’è il Francesco della devozione popolare, quello delle immagini più conosciute e amate: il lupo di Gubbio, la predica agli uccelli, il mistero delle stimmate.
Ma c’è anche il Francesco della storia, l’uomo che sceglie la conversione, compie il gesto radicale della spoliazione davanti al padre, fonda un ordine destinato a cambiare il volto della cristianità e dialoga con il potere del suo tempo, fino al celebre incontro con il sultano durante la crociata. Accanto al santo emerge anche il Francesco poeta, autore del Cantico delle Creature, uno dei primi testi della letteratura italiana, capace ancora oggi di raccontare un rapporto armonioso tra uomo, natura e spiritualità.
Il racconto si allarga poi alla grande eredità francescana, attraversando secoli di storia e figure che ne hanno raccolto l’insegnamento: dai terziari come Dante Alighieri e Cristoforo Colombo, ai grandi Santi dell’ordine, da Sant’Antonio di Padova a Padre Pio, fino al primo pontefice che ha scelto di chiamarsi Francesco. Attraverso parole, musiche e immagini prende così forma un affresco che restituisce la complessità e la modernità di una figura capace di attraversare i secoli: non solo la storia di un Santo, ma un tassello profondo dell’identità italiana, che continua a interrogare il presente e a parlare al futuro. Biglietti da 25 a 35 euro. Prevendite presso Teatro Verdi e online su www.teatrostabileveneto.it
Il programma completo è disponibile online sul sito www.ilsuonoelaparola.it e su www.padovacultura.it e sulle pagine facebook e instagram Il Suono e la Parola. Per informazioni: info@ilsuonoelaparola.it
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