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La scelta di Giada Borgato: Il ciclismo mi ha fatto crescere, adesso nuove esperienze”

GiadaBorgatoLa notizia era nell’aria già da tempo e ora è arrivata l’ufficialità: Giada Borgato, 25 anni, massima esponente del ciclismo professionistico padovano lascia l’attività. Figlia d’arte, papà Aldo fu un velocista di rango che spopolò tra i dilettanti dove tra l’altro vinse La Popolarissima del 1976, Giada furoreggiò nelle categorie giovanili imponendosi in un centinaio di corse tra le quali il titolo tricolore esordienti nel 2002 in maglia Csi Rubano, nel 2005 tra le allieve sfiorò ancora l’alloro tricolore, giungendo seconda e si impose nella Coppa Rosa in Valsugana. Dopo la trafila nella categoria Juniores nel 2008, l’atleta di Legnaro, passò direttamente tra le Elite massima categoria femminile, tanti piazzamenti, maglie azzurre e il giorno più luminoso nel giugno 2012 quando con una autentica impresa tra le montagne trentine in Valsugana staccò tutte e rivestì il tricolore. “ Ho militato sette anni nelle migliori squadre Elite italiane- ha detto l’atleta- ma solo negli ultimi due anni ho accusato qualche problematica, lo scorso anno per la scarsità di gare nel mio calendario, quest’anno per qualche stipendio saltato, disguidi a cui quando hai 20 anni passi sopra, ora un po meno, ciononostante la mia decisione di smettere non è dovuta a questi problemi ma soprattutto alla mia non voglia che si scontra con i sacrifici che l’attività impone. Lascio con la massima serenità convinta di trovare nuovi stimoli al di fuori del ciclismo, sport che ho amato da quando sono nata e che mi ha dato grandi opportunità come quella di poter girare il mondo e conoscere persone e usi diversi, inoltre il ciclismo mi ha fatto crescere e insegnato a fare dei sacrifici che chi non è sportivo non comprende. Ho imparato a vincere, un po meno a perdere, ho gioito per le vittorie delle mie compagne e di qualche avversaria, sono fiera di aver dato 19 anni della mia vita a questo sport e ringrazio pubblicamente chi mi ha dato la possibiltà di farne parte, in primis la mia famiglia poi tutte le squadre che mi hanno accolto e tutte le persone che mi hanno sostenuto. Continuerò a seguire questo sport e voglio dire alle più giovani di sfruttare al massimo e continuare il lavoro di che con fatica noi ragazze del gruppo abbiamo iniziato a fare in questi ultimi anni e grazie al quale il ciclismo femminile sta avendo sempre più credibilità e visibilità.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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