Porto Tolle: Cosva, realtà agricola da record

Oltre duecento produttori all’interno della Cooperativa che quest’anno ha fatturato 12 milioni di euro, ma il presidente e il direttore sono preoccupati per i cambiamenti climatici e per l’invecchiamento sociale

La Cooperativa di servizi e valorizzazione agricola (Cosva), nata oltre 50 anni fa, è formata da duecento produttori agricoli della zona che nell’ultimo anno hanno prodotto 400mila quintali di cereali per un fatturato complessivo di 12 milioni di euro. Numeri che fanno della cooperativa presieduta da Massimo Lazzarini una realtà importante per il settore agricolo del territorio.

“Quest’anno è stata un’annata un po’ anomala sotto il profilo meteo. Siamo passati dalla siccità alle bombe d’acqua e viceversa, quindi i raccolti ne hanno un po’ risentito” commenta il direttore Giordano Finotello.

“Episodi che non hanno penalizzato una stagione che è andata bene nel complesso – sottolinea Massimo Lazzarini -. A dimostrarlo i numeri. Siamo passati dai 30mila quintali del 2018 ai 60mila quintali di quest’anno. In questi anni abbiamo reintrodotto i meloni e i pomodori perché purtroppo negli ultimi tempi i cereali non hanno un buon mercato – spiega il direttore -. Due prodotti che stiamo cercando di spingere. La coltivazione dei meloni è passata da 10 a 40 ettari e i pomodori siamo passati da 80 a 130 ettari di terreno lavorato che comportano 80mila quintali di prodotto conferito” .

Tra le iniziative messe in campo da Cosva, c’è il marchio “La terra del mare” ideato per la valorizzazione del grano, farina e pasta, biscotti e pane, passata di pomodoro, riso e derivati e infine miele. “Per ottobre saremo pronti con una nuova tipologia di pasta – spiega Finotello -, meno fibrosa e con un gusto più delicato e classico. Da poco abbiamo acquistato un nuovo essiccatoio mobile per i cereali biologici e il riso che di fatto ha permesso ai piccoli produttori di riso locali di poter sopravvivere. Questo perché, dopo la chiusura dell’essicatoio Davì, c’era il rischio che le piccole risaie chiudessero per il semplice fatto che non possono permettersi di investire una cifra importante per un essicatoio”.

“In questi ultimi tre anni la produttività aziendale è cresciuta, grazie anche ad investimenti mirati a tutelare la qualità del prodotto delle aziende – affermano Lazzarini e Finotello -. Le difficoltà non sono mancate ma i numeri ci danno ragione. Per il futuro dovremo fare i conti con l’invecchiamento naturale della base sociale. Il ricambio con le nuove generazioni risulta difficile perché le aziende agricole negli ultimi anni sono sempre più in difficoltà a fare bilancio e il prezzo dei cereali non dà soddisfazioni anche se il prodotto è buono. Per aiutare i soci nel bilancio dobbiamo riuscire ad abbassare i costi dei cereali e per fare questo stiamo studiando delle soluzioni. Una delle idee allo stato embrionale è la valutazione di una possibile fusione con i nostri vicini di Taglio di Po del Delta mais, con i quali abbiamo un rapporto di collaborazione già da qualche anno. Una possibile opportunità, anche se la questione non è stata ancora trattata in consiglio di amministrazione tantomeno nell’assemblea dei soci che è sovrana nelle decisioni importanti della nostra cooperativa” ha concluso il presidente Lazzarini.

Gu.Fe

Lascia un commento