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Polesine, Cestari (Lega): “Voto unanime alla mia mozione per fermare le trivellazioni”

La consigliera regionale Laura Cestari della Lista Liga Veneta per Salvini Premier non nasconde la sua soddisfazione per l’esito del voto alla sua mozione per fermare le trivellazioni in Polesine e, più in generale, nell’Adriatico.

Laura Cestari

“Sono particolarmente soddisfatta per questo voto unanime alla mia mozione con la quale chiedo alla Giunta regionale di farsi promotrice di incisive iniziative nei confronti del Governo, coordinando anche i comuni del Polesine, affinché vengano cancellati i progetti di trivellazione e stoccaggio, preservando l’ecosistema dell’Adriatico e ad impedire nuovi insediamenti di piattaforme estrattive che possano ledere l’equilibrio di un territorio fragile come quello del Delta del Po” afferma.

Cestari: “Non possono essere dimenticati i danni causati e sofferti dal Polesine”

“Questo voto unanime dimostra quanto il Consiglio regionale, al di là di ogni divisione politica, abbia compreso l’importanza di questo problema – spiega Cestari.  In Veneto abbiamo avuto la tragica esperienza della subsidenza nel Polesine e nel Delta del Po, oltre quella della subsidenza a Venezia e nella Laguna veneziana: le esperienze del passato non possono essere dimenticate, né possono essere dimenticati i danni causati e sofferti dal Polesine.  Le prime perforazioni iniziano nel 1935 e portarono ai primi 13 pozzi ed una centrale di compressione.  Dopo appena quattro anni i pozzi diventarono 64 e le centrali triplicano. Nel 1946 il gas estratto supera i 26 milioni di m³ per arrivare, nel 1950 alla cifra esorbitante di 170 milioni di m³. Nel 1951, anno della terribile alluvione del Po, i pozzi erano arrivati ad essere 993 concentrati soprattutto nell’area deltizia. Nel 1959 i pozzi diventano 1424 per l’astronomica cifra di 281 milioni di m³ estratti. Era il Delta a rischiare maggiormente, con uno sprofondamento che raggiunse punte di 3,5 metri. Solo allora si iniziò a comprendere quanto delicato fosse l’intero Polesine, una terra che merita e necessità molto attenzione”.

Trivellazioni: il Polesine come “banco di prova delle vere politiche di difesa del territorio e dell’ambiente”

“Possiamo dire che il Polesine è un vero banco di prova delle vere politiche di difesa del territorio e dell’ambiente. Eppure – continua l’esponente polesana – nel sito del Ministero dell’Ambiente ribattezzato ‘Transizione ecologica’, si scopre che tra i primi provvedimenti ci sono alcune messe in produzione di alcuni giacimenti nell’Adriatico, nello specifico quello denominato ‘Teodorico’ proprio di fronte alle nostre coste. I decreti, a firma di Cingolani e del ministro della Cultura Dario Franceschini, hanno dato il via libera alla valutazione di impatto ambientale per il rinnovo di dieci concessioni e per la messa in produzione di nuovi impianti estrattivi, come riferisce il quotidiano Il Sole 24 ore: è questo il modello  di transizione ecologica? Un modello che va contro gli stessi obiettivi indicati dalla della Commissione Europea di neutralità climatica con  la riduzione nell’emissione di gas serra del 55% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030, e in base all principio generale di non danneggiare ulteriormente l’ambiente con nuovi interventi”.

La battaglia prosegue

“Il voto odierno del Consiglio regionale che impegna la Giunta è un segnale forte di vicinanza alla popolazione e alla realtà del Polesine e del resto non poteva essere altrimenti visto che proprio il Consiglio regionale del Veneto fu tra i promotori del referendum contro le Trivellazioni.  Quello di oggi – ha concluso Cestariè solo il primo passo: la nostra battaglia non finisce di certo qui“.

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