domenica, 3 Luglio 2022

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    Venezia: i Carabinieri dell’Arte recuperano il San Girolamo trafugato 12 anni fa in Francia

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    Rubato inFrancia, ritrovato a Venezia: i Carabinieri dell’Arte hanno restituito il San Girolamo al Palazzo Ducale di Venezia

    San Girolamo
    San Girolamo

    Il dipinto “San Girolamo”, rubato nella notte tra il 30 e il 31 luglio 2010 dalla  Chiesa di Saint Pierre a Savennieres (Maine et Loire, Francia), è stato restituito lunedì 16 maggio al Palazzo Ducale di Venezia, presso la sede della  Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (ABAP) per il Comune di  Venezia e Laguna dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio  Culturale (TPC) di Venezia, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il  Tribunale di Rovigo. Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito di specifici servizi di  controllo del mercato dell’arte, finalizzati a prevenire e contrastare il commercio di  beni culturali di provenienza illecita.

    Si tratta di un dipinto a olio su tela di immenso valore devozionale, delle  dimensioni di 80×64 cm, di scuola francese settecentesca, di proprietà del  Comune di Savennieres. L’opera raffigura san Girolamo in primo piano, secondo  una delle sue iconografie tradizionali, ovvero quella del santo penitente con il  crocefisso e il sasso in mano, con cui si batte il petto. Per il Ministero della  Cultura francese, il dipinto è classificato come ‘monument historique’ ed è  registrato tra i beni culturali dalla “Conservation des antiquités et objets d’art de  Maine et Loire” da gennaio del 1982.

    L’opera era comparsa sul mercato d’arte nell’autunno del 2020, posta in vendita  sul web da un antiquario veneto, come opera dell’artista Antonio Arrigoni (1664- 1730). Per l’individuazione dell’opera è stato di fondamentale importanza il suo censimento nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”  gestita dal Comando TPC, e nella Banca dati “Psyche” di Interpol. Infatti, su  segnalazione del servizio francese per la Cooperazione Internazionale di Polizia, i militari del Nucleo TPC di Venezia hanno avviato gli accertamenti presso

    l’antiquario in questione, identificando e recuperando così l’opera oggetto di furto. Ulteriore e qualificata identificazione, mediante analisi storico-artistica e  strumenti scientifici di settore, è stata effettuata dai funzionari storici dell’arte  della Soprintendenza ABAP per il Comune di Venezia e Laguna, che collabora  strutturalmente con il Nucleo TPC di Venezia.

    Le indagini, condotte dai ‘Carabinieri dell’Arte’ di Venezia, hanno così consentito  di ricostruire la storia del dipinto: dopo il furto e la ricettazione, l’opera era stata oggetto di vari passaggi di proprietà, sino a giungere a una casa d’aste di Lione (Francia), che l’ha venduta all’antiquario veneto presso cui l’opera è stata individuata e sequestrata.

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