sabato, 20 Aprile 2024
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Stop al Superbonus: Ance Padova sostiene la necessità di una proroga

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La presidente Monica Grossele: “Dobbiamo costruire case con più spazi verdi e al contempo tornare ad avere servizi di vicinato. Soprattutto dobbiamo far diventare le nostre città attrattive per i giovani”

Il Superbonus ha avuto un grande successo nella provincia di Padova: secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, al 30 settembre 2023 sono stati presentati oltre 28.000 progetti per un valore complessivo di oltre 2 miliardi di euro. Una spinta economica, non solo per le costruzioni, che però, a livello nazionale e del bilancio dello Stato, si è rivelata troppo costosa. E’ il commento di Monica Grosselle, presidente Ance Padova, che fa un bilancio sul Superbonus, a fronte delle decisioni del Governo.

Il Superbonus ha migliorato notevolmente l’efficienza energetica delle nostre case e ha creato un volano economico per tutto il settore edile.

I principali interventi che hanno beneficiato del Superbonus in provincia di Padova sono stati: la sostituzione di caldaie e scaldacqua con apparecchi a condensazione o a pompa di calore (18.000 interventi), la coibentazione di pareti, pavimenti e tetti (12.000 interventi), la sostituzione di serramenti (6.000 interventi), l’installazione di impianti fotovoltaici (3.000 interventi). Quindi un riscontro significativo che ha generato nuovi posti di lavoro, ha contribuito a ridurre l’impatto ambientale e a migliorare l’efficienza energetica, soprattutto dei condomini, e ha contribuito alla messa a punto della sicurezza degli edifici.

La proroga del Superbonus sarebbe quindi auspicabile?

L’Associazione dei costruttori, pur riconoscendo che l’incentivo è stato mal gestito, chiede una proroga per chi, prima della decisione di fermarlo, aveva già iniziato i lavori di ristrutturazione. Grazie agli interventi incentivati dal Superbonus molti edifici sono saliti di classe energetica. Molte aziende, soprattutto di piccole dimensioni, e tante famiglie potrebbe andare incontro a difficoltà finanziarie se non si troveranno dei rimedi per sbloccare i cosiddetti “crediti incagliati”. L’incentivo non morirà e fino a fine anno saranno restituite le spese sostenute al 90%, poi scenderanno al 70% dal 2024 fino a scendere al 65%.

Cosa significa concretamente?

In termini generali il costo netto dell’incentivo è di 60 miliardi a fronte di oltre 90 miliardi di incremento del Pil. Quindi è assurdo impostare i ragionamenti sul breve periodo. Bisogna avere una visione più ampia anche perché si rischiano contenziosi tra committenti e imprese, entrambi vittime di burocrazia e pasticci normativi.

Il Superbonus non è l’unica criticità per il vostro settore.

Al di là del Superbonus ora bisogna badare a come mettere a terra il Pnrr e anche ai 600 milioni che il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e il governatore Luca Zaia hanno messo a disposizione per lo sviluppo del Veneto. Ci sono in ballo vere opportunità per il padovano perché dal riassetto idrogeologico alla rigenerazione urbana le sfide sono molte e sia il mondo imprenditoriale che le amministrazioni pubbliche saranno chiamati a progettare una nuova modalità abitativa.

Quali sono le prospettive future?

Dobbiamo costruire case con terrazze più grandi, spazi verdi attorno o immerse in spazi verdi, salvaguardare parchi e giardini, e al contempo tornare ad avere servizi di vicinato che sono l’essenza di una comunità. Oggi il 55% degli abitanti vive in un contesto urbano, ma nel giro di qualche anno questa percentuale salirà al 68%. Soprattutto dobbiamo far diventare le nostre città attrattive per i giovani, creare luoghi di aggregazione e favorire la formazione di giovani coppie altrimenti siamo condannati al declino. Al contempo vanno ridotti il consumo del suolo e delle emissioni di CO2. Bisogna ridurre l’inquinamento da polvere sottili con sistemi di mobilità più moderni ed efficienti e, soprattutto in Veneto, fatto da abitazioni sparse e città medie diffuse, la messa in rete del sistema dei trasporti e delle comunicazioni digitali diventerà fondamentale. Padova ha anche una grande Università con decine di migliaia di studenti che devono essere ospitati e serviti meglio e con una mobilità efficiente possono anche essere alloggiati nell’hinterland, così da distribuire non solo il carico dell’ospitalità dei fuori sede, ma anche l’apporto di energie e mentalità nuove. Per tutto questo serve una cooperazione e collaborazione a tutto campo tra pubblico e privato. Non soltanto nella realizzazione dei progetti come committente-esecutore, ma alla fonte, è essenziale la semplificazione dei documenti di pianificazione e dei regolamenti edilizi. Serve uno scambio di idee e di visioni per poter gestire meglio le risorse finanziarie che sono sempre scarse e fare scelte più largamente condivise. Ance Padova, ad esempio, con la Provincia di Padova ha aperto un costante e proficuo scambio di informazioni che spero, presto, darà grandi frutti.

Vincenzo Gottardo