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Pesca
21.03.2026 - 09:11
Presentati a Rovigo i risultati del primo anno del Blue Crab Action Plan: il granchio blu è ormai stabile nelle acque venete, con dati utili per interventi mirati e nuove opportunità di mercato.
A Palazzo Celio a Rovigo sono stati presentati i risultati del primo anno di attività del progetto “Mappatura ambientale ed eco-fisiologica del granchio blu nelle acque interne e marittime del Veneto (Blue Crab Action Plan)”. L’iniziativa, avviata nel novembre 2024, mira a monitorare la diffusione del granchio blu, specie aliena che negli ultimi anni ha mostrato un’espansione significativa nelle lagune e nei fiumi del Veneto.
Il progetto può contare su un budget complessivo di 1.541.000 euro, di cui 750.000 di risorse regionali più un cofinanziamento di 791.000 da parte di Enti regionali e Istituti di ricerca che partecipano allo studio.
All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale alla pesca Dario Bond, il commissario straordinario nazionale per il granchio blu Enrico Caterino, la dottoressa Franca Baldessin di ARPAV, il direttore di Veneto Agricoltura Federico Caner, i rappresentanti degli Atenei di Padova e Venezia coinvolti nel progetto e Gianluca Carraro della Fondazione Cariparo. Presenti anche i rappresentanti dei Comuni interessati, come il sindaco di Porto Tolle Pizzoli e l’assessore alla pesca di Rosolina Biondi, oltre alle organizzazioni professionali di pesca e acquacoltura e ai presidenti delle cooperative e dei consorzi di pescatori di Porto Tolle e Chioggia.
Il presidente della provincia di Rovigo, Enrico Ferrarese, ha aperto i lavori con i saluti istituzionali:
“Argomento significativo per la nostra provincia. Evento rilevante sul tema, che ci preoccupa e ci occupa, ma c’è la volontà di agire per la nostra comunità. La provincia è disponibile per il lavoro che si sta facendo.”
Gianluca Carraro della Fondazione Cariparo ha aggiunto:
“La fondazione si mette a disposizione del territorio per una problematica che richiede approcci multidisciplinari. Un progetto articolato per gli enti coinvolti. Un problema grave, che da agronomo, è stata fatta un’indagine particolarmente attenta e di gestione.”
Il direttore di Veneto Agricoltura, Federico Caner, ha spiegato:
“Il nostro compito è mettere a terra il progetto. Siamo braccio operativo con le aziende. Abbiamo messo a disposizione 250 mila euro, ma ne gestiamo circa 600 mila. Abbiamo raccolto materiale e dati in tutte le lagune, utilizzando anche personale di Veneto Agricoltura, monitorando il delta del Po. Il granchio blu tende a risalire il fiume, la sua presenza è arrivata fino a Mantova. Questo ci fa capire che il fenomeno è strutturale, il tema quindi è convivere e affrontarlo.”
Il commissario Enrico Caterino ha sottolineato:
“Per il Piano di intervento per il contenimento della specie del granchio blu, la sede operativa è ora nel territorio, perché Emilia e Veneto sono state le più interessate. Il progetto è utile perché il monitoraggio serve per contrastare la specie. Siamo in stato avanzato, e abbiamo notizie positive. La presenza del granchio è dagli anni ’50, ma negli ultimi anni ha avuto una notevole diffusione. Gli studi ci danno una mano. Il granchio blu è una specie che sto seguendo con ISPRA per creare una banca dati nazionale su tutte le specie aliene. Il supporto creato qui in Veneto ha permesso di ottenere dati importanti.”
Giuseppe Cherubini, moderatore della conferenza, ha poi passato la parola all’assessore regionale Dario Bond:
“Sono stato al Ministero, e le cose sono in grande evoluzione. In conferenza Stato-Regione è passato il regolamento, che sarà un’incombenza per gli agricoltori, ma per i pescatori sarà un’opportunità, che ci permetterà di fare una foto dell’ambiente marino. A firma del Presidente Stefani, abbiamo scritto una richiesta come Veneto per avere una emergenza ambientale per le specie aliene. Con il collega dell’Emilia-Romagna, stiamo lavorando per unire le forze nel distretto di pesca dell’Alto Adriatico. Portando avanti la battaglia anche sulle quote del tonno rosso. Certi problemi non hanno colore politico, ma devono unire le forze: università, banca, Veneto Agricoltura, e persone capaci come il commissario Caterino, affinché questo sistema possa essere portato in altre località.”
Infine, Franca Baldessin di ARPAV ha illustrato alcuni dati della progettualità:
“Dopo un anno di progetto portato avanti dalla Regione Veneto, ARPAV, Veneto Agricoltura, UniPD, Università Ca’ Foscari di Venezia e le cooperative di pescatori, abbiamo dati preliminari,di due stagioni: estiva e autunnale. Periodo durante il quale abbiamo coinvolto 74 pescatori, 59 operatori, eseguiti 60 incontri con gli stakeholder ed eseguite 40 uscite sul campo. Strumenti utilizzati: sciabica, nasse e il cogollo. Monitoriamo fino a 16 miglia dalla costa, con focus su temperatura e salinità. Dai dati emerge che il granchio è presente nelle valli, lagune, mare e fiumi. Le femmine sono soprattutto in mare, i maschi nelle lagune e i giovani adulti nei fiumi. Il progetto permette di fornire dati alle istituzioni per attività mirate, catture controllate e gestione degli attrezzi”. I sistemi di cattura utilizzati consentono di dire che le nasse sono più performanti nel Delta del Po, i cogolli nella Laguna di Venezia.
Nelle prossime settimane i dettagli dei dati del progetto saranno condivisi con i pescatori e gli stakeholder in appuntamenti cadenzati nel territorio.
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