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La maledizione di Ca' Dario: perché la casa più bella di Venezia è anche la più pericolosa

Da oltre cinque secoli, chiunque acquisti questo palazzo sul Canal Grande va incontro a una fine tragica

La maledizione di Ca' Dario: perché la casa più bella di Venezia è anche la più pericolosa

Ca' Dario

Venezia è una città costruita sull'acqua, ma anche sul mistero. Eppure, tra i centinaia di palazzi che si affacciano sul Canal Grande, ce n'è uno che i veneziani doc guardano con sospetto, quasi girandosi dall'altra parte mentre passano in vaporetto. È Ca' Dario.

Con la sua facciata decorata da marmi policromi e i suoi camini cilindrici, è un gioiello del Rinascimento. Ma dietro quella bellezza si nasconde una scia di sangue, fallimenti e morti inspiegabili che dura da più di 500 anni. Benvenuti nella "casa che uccide".

Una storia nata sotto una cattiva stella

La maledizione sembra risalire alla fine del Quattrocento, quando il segretario del Senato veneziano, Giovanni Dario, fece costruire il palazzo. La sfortuna colpì immediatamente la sua famiglia: la figlia Marietta morì di crepacuore dopo il fallimento del marito, il quale finì accoltellato, mentre il loro figlio cadde vittima di un’imboscata a Creta.

Era solo l'inizio.

La lista nera: i proprietari che hanno sfidato il destino

Nel corso dei secoli, Ca' Dario ha passato di mano molti proprietari, e per quasi tutti l'esito è stato fatale. Ecco i casi che hanno alimentato la leggenda nera:

  • Radon Brown (XIX secolo): Lo studioso inglese acquistò la casa e morì poco dopo insieme al suo compagno; si parlò di suicidio.

  • Charles de Kitchell (XIX secolo): Un barone americano che fuggì da Venezia dopo aver perso tutte le sue fortune e morì poco dopo.

  • Christopher "Kit" Lambert (1970): Il manager degli Who acquistò il palazzo e, sebbene dichiarasse di non credere alla maledizione, finì vittima della dipendenza da droghe e morì cadendo dalle scale pochi anni dopo aver venduto la proprietà.

  • Raul Gardini (1993): L'imprenditore italiano, coinvolto nello scandalo di Tangentopoli, si suicidò in circostanze drammatiche poco dopo aver espresso il desiderio di trasferirsi a Ca' Dario.

Perché questa casa è "maledetta"?

Alcuni esperti di esoterismo sostengono che il palazzo sorga su un antico cimitero dei Templari o che la sua struttura asimmetrica generi un vortice di energie negative. Altri, più pragmatici, parlano di una spaventosa serie di coincidenze. Ma una cosa è certa: la scritta sulla facciata, Joannes Darius Urbis Genius (Giovanni Dario, il genio della città), se anagrammata in latino diventa "Sub Ruina Insidiosa Genero" (Io genero sotto una rovina insidiosa).

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