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Sanità locale
21.01.2026 - 18:30
L'ospedale di Mestre
La Relazione sociosanitaria 2025, che fotografa l’attività del sistema sanitario regionale nel 2024, mette in luce criticità che il Partito Democratico definisce “impossibili da rimandare”. Le consigliere Chiara Luisetto, Anna Maria Bigon e Monica Sambo hanno commentato il documento a margine della Quinta commissione consiliare, sottolineando che, seppur ricca di dati, la relazione non affronta le vere disuguaglianze sul territorio e la pressione crescente su operatori e famiglie.
“Abbiamo davanti una mole di informazioni che però non dice ciò che conta davvero – ha spiegato Luisetto – dalle attese e costi per anziani e persone con disabilità all’assistenza domiciliare, fino alle differenze tra Ulss nei servizi di salute mentale. Il risultato è un Veneto diviso tra cittadini di serie A e di serie B, con una crescente spesa sanitaria privata a carico dei veneti, che arriva a oltre 4 miliardi di euro.”
Monica Sambo ha evidenziato un problema strutturale: la carenza di personale. Tra il 2023 e il 2024, il personale a tempo indeterminato è diminuito di 60 unità, con una riduzione drastica di circa 400 infermieri. “Il sistema sanitario pubblico soffre – ha sottolineato – mentre la Regione continua a presentarlo come eccellente, i cittadini pagano sempre di più di tasca propria: 850 euro pro capite contro la media nazionale di 730, spesso non per scelta ma perché le liste d’attesa sono troppo lunghe.”
Bigon ha aggiunto che la diminuzione degli investimenti in prevenzione e l’alto numero di codici bianchi nei pronto soccorso sono segnali di un sistema poco integrato tra ospedali, medicina di base e servizi territoriali. “Serve una visione che accompagni il cittadino lungo tutto il percorso di vita, investendo su territorio, prevenzione e continuità assistenziale”, ha concluso.
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