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Inchiesta Palude a Venezia, la Cgil esclusa dalle parti civili ma pronta a ripresentarsi in aula

L’avvocato del sindacato veneziano sottolinea i danni economici ai lavoratori e annuncia che la richiesta di partecipazione al processo sarà rinnovata quando si arriverà al dibattimento

Il segretario generale della Cgil di Venezia, Daniele Giordano

Il segretario generale della Cgil di Venezia, Daniele Giordano

La Cgil di Venezia rimane ai margini della maxi inchiesta “Palude” ma non intende restare fuori dal dibattimento. A commentare l’esclusione del sindacato dalle parti civili è l’avvocato Elio Zaffalon: “Tutti i reati in questo processo coinvolgono imprese, società e ditte. Hanno toccato direttamente l’economia del periodo. È difficile pensare che sette anni di attività economica ‘contaminata’ da illeciti come quelli descritti non abbiano provocato danni ai lavoratori”.

La vicenda riguarda il sindaco Luigi Brugnaro e oltre una ventina di imputati, tra cui collaboratori del primo cittadino come Morris Ceron e Derek Donadini, e il magnate di Singapore Ching Chiat Kwon. Le accuse principali riguardano la presunta trattativa per la vendita dell’area dei Pili e la cessione a Ching di palazzo Papadopoli.

La Cgil, attraverso una nota, sottolinea come le motivazioni della richiesta di costituzione come parte civile siano “legittime e fondate”. Zaffalon ha spiegato che il sindacato si riserva di ripresentare la domanda di partecipazione al processo quando questo arriverà al dibattimento, per far valere i possibili danni subiti dai lavoratori a causa degli illeciti economici emersi nell’inchiesta.

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