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Giornata della Memoria
27.01.2026 - 08:04
Le immagini al CIASS
Una lezione speciale, lontana dai banchi di scuola ma ricca di significato, ha coinvolto gli alunni della classe terza della scuola primaria “J. Turolla” di Ariano nel Polesine. Lunedì 26 gennaio i bambini sono stati accolti nella sede “Ing. Arturo Pedrelli” del CIASS (Consorzio Isola Ariano Ariano Servizi Sociali) per un incontro intenso e toccante in occasione del Giorno della Memoria.

Protagoniste della mattinata alcune residenti della casa di riposo, che per un giorno hanno assunto il ruolo di insegnanti, condividendo con i più piccoli i loro ricordi di un periodo storico segnato dalla guerra e dalle persecuzioni. L’iniziativa, dal titolo “La storia non si riscrive”, ha rappresentato un autentico momento di dialogo tra generazioni, dimostrando come la memoria possa diventare uno strumento fondamentale di educazione e prevenzione.
A coordinare l’incontro sono stati l’educatore CIASS Matteo Guglielmi e l’insegnante Barbara Pausini. Una dozzina gli alunni coinvolti in questo primo appuntamento; un secondo incontro è previsto per lunedì 1 febbraio con l’altra sezione della stessa classe. Attraverso racconti fatti di sensazioni, immagini e ricordi quotidiani, il tema della Shoah è stato affrontato con grande delicatezza, nel pieno rispetto della sensibilità dei bambini.
Le “docenti per un giorno” – Blandina Zanellato, Neve Zagati, Anna Traforini, Giuseppina Dissette ed Enza Gatti – scelte perché avevano la stessa età degli alunni durante gli anni del conflitto, hanno rievocato episodi di vita vissuta: dalle fughe notturne che impedivano di dormire in pigiama, fino all’abitudine di tenere le luci spente per paura dei rastrellamenti tedeschi. I racconti hanno suscitato grande curiosità, dando vita a un fitto scambio di domande e riflessioni.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il presidente del CdA del CIASS, Gilberto Moretti: «In un’epoca dominata dai social e dalle notizie distorte, la testimonianza diretta di chi ha vissuto certi eventi ha un’importanza enorme. Non è solo un racconto del passato, ma un modo per educare i giovani al rispetto, al dialogo e alla convivenza, affinché tragedie simili non si ripetano».
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