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28.01.2026 - 12:10
Abbattimento degli alberi a Montegrotto
Dopo la protesta andata in scena in Piazza Mercato contro l’abbattimento degli alberi ritenuti pericolosi, l’amministrazione comunale di Montegrotto Terme interviene per chiarire le ragioni degli interventi e rispondere alle critiche sollevate da manifestanti e gruppi di opposizione.
A prendere posizione è l’assessora al Verde Laura Zanotto, che respinge con fermezza le accuse di superficialità e mancanza di verifiche tecniche. «Il Censimento arboreo, pubblicato sul sito del Comune, è un documento ufficiale firmato da due agronomi iscritti agli Ordini professionali – sottolinea – e descrive una situazione ben diversa da quella rappresentata durante la manifestazione».
Secondo i dati forniti dall’amministrazione, tra maggio 2024 e febbraio 2025 sono stati censiti 4.383 alberi. Di questi, 224 sono stati inseriti nel piano di abbattimento, pari al 5,1% del totale. «Numeri che vanno letti con attenzione – precisa Zanotto – perché 99 piante hanno un diametro inferiore ai 20 centimetri e 75 erano già morte o in fase avanzata di deperimento. Solo tre alberi superano gli 80 centimetri di diametro. Parlare di “patrimonio distrutto” è fuorviante».
L’assessora entra poi nel merito delle verifiche tecniche, rivendicando la solidità del metodo adottato. «Oltre mille alberi sono stati sottoposti ad analisi approfondite – spiega – con 101 indagini strumentali tramite resistografo, 18 prove di trazione controllata per valutare l’ancoraggio al suolo e 12 analisi di laboratorio per individuare patogeni fungini. Ogni pianta è stata fotografata, georeferenziata e schedata. I dati sono pubblici e consultabili».
Particolarmente delicata la situazione dei pini domestici: «Su 29 pini individuati per l’abbattimento – aggiunge Zanotto – sono state eseguite 14 prove di trazione, tutte con esito negativo. I fattori di sicurezza riscontrati sono ben al di sotto della soglia minima richiesta. Non si tratta di eccesso di prudenza, ma di evidenza scientifica».
Il censimento evidenzia criticità anche per altre specie: i Liquidambar di via Caposeda presentano danni radicali e carie causate dal fungo Ganoderma; gli Acer negundo, specie invasiva, risultano compromessi da cancri e marciumi; mentre la maggior parte dei pioppi censiti è già morta o gravemente deteriorata.
«Il piano di abbattimenti – chiarisce l’assessora – non nasce da scelte discrezionali, ma dalla somma di 125 piante classificate in Classe D, quindi pericolose, e 99 già irrimediabilmente compromesse. Stiamo applicando criteri tecnici, non improvvisando».
Sul tema del coinvolgimento dei cittadini interviene anche il sindaco Riccardo Mortandello, che replica alle accuse di scarsa partecipazione: «È singolare protestare per un presunto mancato dialogo quando l’incontro pubblico dedicato al censimento è stato disertato. Chi ha scelto di non partecipare non può oggi accusare l’amministrazione».
In chiusura, Zanotto richiama le responsabilità dell’ente pubblico: «In caso di crolli o incidenti, la responsabilità civile e penale ricade sul Comune. Non possiamo ignorare dati tecnici e perizie certificate. Gli alberi interessati si trovano vicino a scuole, abitazioni e strade: la sicurezza dei cittadini non è materia di trattativa».
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