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28.01.2026 - 12:20
L’assessora Lepore in Consiglio
Nessuna modifica al murale raffigurante Tina Anselmi realizzato sulle pareti esterne della scuola “Pascoli”. Lo ha chiarito in modo netto l’assessora alle Pari Opportunità Nella Lepore, intervenendo in Consiglio comunale dopo un’interrogazione che chiedeva di intervenire sull’opera, in particolare sul volto della storica figura politica.
Secondo quanto spiegato dall’assessora, il murale si inserisce all’interno di un percorso più ampio di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, promosso dall’amministrazione comunale. «Il progetto – ha ricordato Lepore – comprende incontri formativi con forze dell’ordine ed esperti del settore, già realizzati e destinati a proseguire. L’opera artistica rappresenta uno dei tasselli di questo percorso educativo».
La scelta di raffigurare quattro personalità femminili simboliche risponde a una precisa volontà: «Abbiamo voluto celebrare donne che hanno lasciato un segno nella storia – ha sottolineato – con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni valori di rispetto, consapevolezza e parità. L’emozione dimostrata dagli studenti durante il progetto è stata uno degli aspetti più significativi».
Lepore ha poi difeso il valore artistico del murale, ricordando come l’arte pubblica sia uno strumento capace di trasformare gli spazi urbani e veicolare messaggi profondi. «I murales – ha spiegato – non sono semplici decorazioni, ma linguaggi visivi che raccontano storie, evocano emozioni e contribuiscono all’identità dei luoghi».
Sul tema della somiglianza del volto di Tina Anselmi, l’assessora ha richiamato il parere di esperti del settore. Il critico d’arte Andrea Vizzini ha evidenziato come giudicare un’opera figurativa sulla base dell’aderenza fotografica significhi fraintendere il senso stesso dell’arte. Concetto condiviso anche dall’artista Boris Brollo, secondo cui l’idea di una “verità fissa” del volto appartiene a una visione superata: ogni immagine rappresenta solo un momento, non l’interezza della persona.
Alla luce di queste considerazioni, l’amministrazione ha escluso qualsiasi intervento sull’opera. «Un murale firmato – ha concluso Lepore – è tutelato dal diritto d’autore. Alterarne anche minimamente l’aspetto costituisce una violazione, oltre a snaturare il messaggio e mancare di rispetto all’artista. Eventuali modifiche, anche se condivise, richiederebbero procedure formali e il parere degli organi competenti, soprattutto quando l’opera assume rilevanza storica».
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