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Curiosità
28.01.2026 - 13:39
Venezia
Esiste un’isola, a pochi minuti di vaporetto da Piazza San Marco, che non somiglia a nessun altro luogo della Laguna. Un frammento di Oriente che galleggia tra le acque salmastre, riconoscibile per il colore rosso intenso dei suoi edifici e per il silenzio che regna sovrano. È San Lazzaro degli Armeni, un luogo dove la storia di Venezia si intreccia con quella di un popolo antico e dove, tra biblioteche silenziose e giardini profumati di rose, si nasconde un segreto inaspettato: una delle mummie meglio conservate al mondo.
L’isola deve il suo soprannome, "La Nave di Pietra", alla sua forma allungata e alla sensazione di stabilità che emana. Dal 1717 è la casa dei monaci Mechitaristi, che trasformarono quello che era un antico lebbrosario in uno dei centri culturali più importanti del mondo.
Entrare a San Lazzaro significa varcare una soglia temporale. Qui si respira un’aria erudita e calma: si cammina tra chiostri curatissimi e sale che ospitano oltre 200.000 volumi, tra cui manoscritti rarissimi miniati in oro e l'incredibile biblioteca che affascinò persino Lord Byron, il poeta che qui veniva a studiare la lingua armena per "trovare riposo mentale".
Ma il vero colpo di scena per il visitatore è la presenza di un reperto che nessuno si aspetterebbe di trovare a Venezia. Nelle sale del museo dell'isola riposa infatti Nehmeket, una mummia egizia risalente a oltre 3.000 anni fa.
Non si tratta di un semplice reperto archeologico: la mummia è in uno stato di conservazione prodigioso, ancora avvolta nelle sue bende originali e accompagnata dal suo sarcofago decorato. È arrivata qui nell'Ottocento come dono di un ministro egiziano di origine armena, e da allora osserva il passaggio dei secoli circondata dai libri, creando un ponte mistico tra le civiltà del Nilo e la Serenissima.
La mummia non è sola. L'isola ospita anche:
Un’armatura indiana: risalente al XVIII secolo, ricoperta di lacca e decorazioni.
Manoscritti d’oro: codici rarissimi che brillano di una luce millenaria.
La marmellata di rose: prodotta dai monaci stessi con i fiori del giardino dell'isola (chiamata Vartanush), una prelibatezza unica che si può acquistare solo qui.
Mentre Venezia è spesso travolta dal turismo di massa, San Lazzaro degli Armeni rimane una zona franca, un porto sicuro per chi cerca la bellezza pura. Le visite, guidate dai monaci stessi, sono un’esperienza che arricchisce l’anima. È il luogo perfetto per chi vuole dire: "Ho visto la Venezia che nessuno conosce".
Se volete provare l'emozione di vedere una mummia egizia guardando fuori dalla finestra le acque del Lido, sapete dove andare. La "Nave di Pietra" è pronta a salpare per portarvi in un viaggio che non dimenticherete.
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