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Crisi carceraria
28.01.2026 - 16:49
La sede di Legacoop Veneto
Un trasferimento improvviso dei detenuti del reparto AS1 verso altre strutture nazionali ha lasciato la Cooperazione Sociale veneta sorpresa e preoccupata. Legacoop Veneto denuncia come questa scelta interrompa progetti di rieducazione frutto di anni di lavoro, facendo vacillare un modello di recupero dei detenuti che a livello nazionale era considerato positivo.
Secondo l’associazione, decisioni di questo tipo rischiano di danneggiare le politiche lavorative in carcere e destabilizzare equilibri già fragili. Le persone coinvolte, sottolinea Legacoop, sono particolarmente vulnerabili, come dimostrato dal tragico suicidio avvenuto questa notte tra i detenuti trasferibili.
“La gestione carceraria non può limitarsi al solo scontare la pena, ma deve includere percorsi di recupero e reinserimento sociale”, affermano dalla cooperazione. A Padova, il Coordinamento Carcere Due Palazzi da tempo lavora insieme alla Casa di Reclusione per sviluppare attività riabilitative, co-progettate con i detenuti, che rischiano ora di andare perdute.
Le realtà coinvolte chiedono l’apertura immediata di un tavolo di confronto per salvaguardare esperienze e percorsi costruiti negli anni, con l’obiettivo di non disperdere un patrimonio di lavoro e attenzione verso le persone detenute.
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