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Crisi carceraria

Legacoop Veneto denuncia: il trasferimento improvviso dei detenuti mette in crisi i progetti di recupero al carcere di Padova

La decisione di spostare i reclusi del reparto AS1 mette a rischio percorsi di rieducazione consolidati da decenni e solleva interrogativi sulle politiche carcerarie regionali

La sede di Legacoop Veneto

La sede di Legacoop Veneto

Un trasferimento improvviso dei detenuti del reparto AS1 verso altre strutture nazionali ha lasciato la Cooperazione Sociale veneta sorpresa e preoccupata. Legacoop Veneto denuncia come questa scelta interrompa progetti di rieducazione frutto di anni di lavoro, facendo vacillare un modello di recupero dei detenuti che a livello nazionale era considerato positivo.

Secondo l’associazione, decisioni di questo tipo rischiano di danneggiare le politiche lavorative in carcere e destabilizzare equilibri già fragili. Le persone coinvolte, sottolinea Legacoop, sono particolarmente vulnerabili, come dimostrato dal tragico suicidio avvenuto questa notte tra i detenuti trasferibili.

“La gestione carceraria non può limitarsi al solo scontare la pena, ma deve includere percorsi di recupero e reinserimento sociale”, affermano dalla cooperazione. A Padova, il Coordinamento Carcere Due Palazzi da tempo lavora insieme alla Casa di Reclusione per sviluppare attività riabilitative, co-progettate con i detenuti, che rischiano ora di andare perdute.

Le realtà coinvolte chiedono l’apertura immediata di un tavolo di confronto per salvaguardare esperienze e percorsi costruiti negli anni, con l’obiettivo di non disperdere un patrimonio di lavoro e attenzione verso le persone detenute.

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