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Veneto, università di prestigio, turismo smart e nuove strategie per lavoro e mobilità

Dai ranking europei per Padova e Ca’ Foscari alle nuove politiche per trasporti, turismo e occupazione: la Regione investe sul futuro del territorio e dei giovani

Veneto, università di prestigio, turismo smart e nuove strategie per lavoro e mobilità

Foto di repertorio

Il Veneto conferma la propria leadership in formazione, innovazione e gestione del territorio. L’Università di Padova rientra ora nel 10% dei migliori atenei europei, mentre Ca’ Foscari di Venezia conquista il quinto posto per mobilità studentesca, secondo il QS World University Rankings: Europe 2026.

È un grande orgoglio vedere i nostri atenei tra i migliori d’Europa” – ha commentato il presidente della Regione, Alberto Stefani –. Questo riconoscimento non premia solo la qualità della didattica e della ricerca, ma dimostra che il Veneto sa investire sui giovani e sul loro futuro professionale. L’assessore Elisa Venturini ha sottolineato come Padova si distingua anche per reputazione accademica, network internazionale e sostenibilità, diventando un punto di riferimento per studenti e studiosi da tutto il mondo.

Non solo università. La Regione ha dichiarato una fase di attenzione per rischio idraulico e idrogeologico in tre zone e per valanghe nel Bellunese, in seguito alle previsioni meteorologiche di nevicate e possibili allagamenti. Le autorità locali invitano alla prudenza e al rispetto delle misure di sicurezza.

Sul fronte infrastrutturale, l’assessore Diego Ruzza ha visitato Infrastrutture Venete, confermando l’importanza della rete di navigazione interna, della ferrovia Adria-Mestre e del coordinamento dei servizi regionali Trenitalia. L’obiettivo è potenziare la mobilità su ferro e acqua con investimenti tecnologici e sicurezza.

Nel turismo, il vicepresidente Lucas Pavanetto ha illustrato i progetti Smart Tourism Destination, con 80 milioni di euro di investimenti tra fondi europei e regionali, destinati a modernizzare l’offerta turistica veneta e promuovere le destinazioni balneari, integrando governance, dati, infrastrutture digitali e formazione per le imprese.

Infine, Pavanetto ha presentato il Piano triennale di Veneto Lavoro 2026-2028, che punta a rafforzare i servizi per l’impiego, la formazione e le politiche attive per 35 mila utenti, affrontando sfide come il calo della popolazione in età lavorativa, la scarsità di manodopera qualificata e il mismatch tra competenze disponibili e richieste del mercato. Particolare attenzione sarà dedicata a categorie vulnerabili, digitalizzazione dei servizi e supporto alle crisi aziendali.

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