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Crisi penitenziaria
29.01.2026 - 14:14
Andrea Micalizzi, vicepresidente del Consiglio Regionale
La recente tragedia avvenuta alla Casa di Reclusione di Padova riapre il dibattito sulla gestione dei detenuti e sui diritti fondamentali all’interno delle strutture penitenziarie del Veneto.
A intervenire è il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Andrea Micalizzi (Partito Democratico), che critica i trasferimenti forzati di persone detenute: “Spostare una persona detenuta in questo modo significa spezzare un equilibrio fragile e interrompere un percorso di reinserimento che riguarda non solo la persona, ma il senso stesso della pena. Le persone non sono pacchi da spostare. Bisogna tutelare chi sta seguendo percorsi di lavoro, formazione e reinserimento: uno spostamento forzato interrompe relazioni, attività e punti di riferimento costruiti nel tempo”.
Micalizzi sottolinea la necessità di andare oltre le dichiarazioni politiche: “Non bastano le passerelle della politica prima e dopo le tragedie. Occorre fermare il programma di trasferimenti che sta proseguendo e che dovrebbe concludersi entro venerdì, con il rischio concreto di produrre altre conseguenze drammatiche”.
Il vicepresidente annuncia anche il deposito di un’interrogazione alla Giunta regionale: “La Regione non può restare a guardare. Deve intervenire immediatamente e politicamente nei confronti del Governo per fermare il programma di trasferimento in corso e salvaguardare i percorsi di reinserimento già avviati. È necessario ripristinare una visione del carcere coerente con il principio rieducativo della pena”.
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