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Agricoltura sostenibile

Valpolicella sempre più green: oltre metà dei vigneti certificati, ma i dazi frenano l’export

Nel 2025 la superficie ecocompatibile sale al 53% grazie a pratiche biologiche e certificate, mentre il mercato estero soffre a causa dei dazi americani

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Come riporta Radiocor del Sole 24 Ore, per la prima volta, la maggior parte dei vigneti della Valpolicella ha adottato pratiche di agricoltura sostenibile. Lo segnala il Consorzio tutela vini Valpolicella in occasione di Amarone Opera Prima, l’evento annuale dedicato alle nuove annate del territorio.

Nel 2025, complice la viticoltura biologica e soprattutto la certificazione ministeriale Sqnpi, che valorizza produzioni agricole coltivate con metodi sostenibili sia in vigna che in cantina, la quota di superficie ecocompatibile è salita al 53%, rispetto al 42% del 2024, con circa mille nuovi ettari solo nell’ultimo anno.

Sul fronte dell’export, i vini rossi Dop veneti fino a 15 gradi – dove la Valpolicella ha un peso quasi totale – registrano nei primi dieci mesi del 2025 un calo in valore del 2,1% e un aumento dei volumi dello 0,4%. Si tratta di un decremento inferiore rispetto alla media nazionale della categoria (-6,2%). A pesare sono soprattutto i dazi statunitensi, che nella seconda parte dell’anno hanno portato a un calo del 5,8%, e i ribassi in Svizzera (-9,8%), Danimarca (-3,7%) e Norvegia (-6,5%). Alcune piazze importanti, invece, hanno registrato performance positive: Canada (+4,8%), Germania (+5,1%), Svezia (+4,7%), Regno Unito (+8,9%) e Paesi Bassi (+12%).

«In uno scenario sempre più competitivo, la Valpolicella sta puntando forte sulla sostenibilità – spiega il presidente del Consorzio, Christian Marchesini – asset in chiave green del nostro territorio ma anche leva di mercato per diverse aree della domanda, dal Nord-Europa al Nord-America, dove è considerata un valore aggiunto». La certificazione volontaria Sqnpi ha trovato terreno fertile tra i produttori, con una crescita del 47% solo nel 2025 e del 110% negli ultimi tre anni.

Oggi la tutela agro-ambientale certificata interessa quasi 4.666 ettari su un totale di circa 8.600 ettari: 1.100 ettari biologici – in calo del 9% – e quasi 3.500 ettari certificati con il logo ministeriale della sostenibilità.

Sul mercato interno, il primo vino rosso del Veneto, nonché tra i principali in Italia con un giro d’affari di oltre 600 milioni di euro, ha chiuso un 2025 difficile ma con una buona ripresa nell’ultimo trimestre. L’Amarone registra -2,4% (circa 102 mila ettolitri), il Valpolicella -2,7% (123,8 mila ettolitri), mentre il Ripasso scende del 3,7% (oltre 205 mila ettolitri).

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