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20.02.2026 - 11:21
foto di repertorio
Le case riparate alla meglio, le imprese che fanno i conti con bilanci ancora in rosso, i Comuni in attesa di risposte. In Riviera del Brenta e nel Miranese la stagione degli allagamenti sembra non finire mai, così come l’attesa dei ristori. Dopo la grandinata del 2023, e a distanza di mesi dalle alluvioni del 21 agosto scorso che hanno colpito anche la terraferma veneziana, il nodo dei risarcimenti torna al centro del dibattito politico regionale.
A riaccendere i riflettori è Flavio Baldan, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, che annuncia un’interrogazione a risposta scritta rivolta alla Giunta veneta. L’obiettivo è chiaro: sollecitare la Regione a farsi portavoce presso il governo per sbloccare i fondi promessi e mai pienamente erogati.
«Chiedo all’esecutivo veneto – spiega Baldan – se intenda intervenire con quello nazionale per ottenere rapidamente i finanziamenti arretrati, attesi da Comuni, cittadini e imprese della Riviera del Brenta e del Miranese, colpiti dagli eventi climatici eccezionali del 2023 e del 2024».
Non solo ristori. Il consigliere pentastellato sollecita anche la convocazione di un tavolo urgente tra Regione, Città Metropolitana e amministrazioni locali per fare il punto sullo stato delle reti fognarie, delle caditoie e, più in generale, sui piani di prevenzione e protezione del territorio. Perché, sottolinea, le calamità atmosferiche si stanno facendo sempre più frequenti in un contesto segnato dal cambiamento climatico, anche di origine antropica.
L’iniziativa politica arriva dopo i sopralluoghi effettuati dai comitati cittadini di Mira, che hanno incontrato il Consorzio di bonifica Acque Risorgive per verificare eventuali concause degli allagamenti e valutare lo stato di avanzamento dei progetti annunciati sul fronte dell’assetto idrogeologico. Un confronto dal basso che ha riportato in primo piano criticità strutturali e ritardi negli interventi.
Baldan richiama anche le responsabilità regionali. «Tra le priorità del programma FESR 2021-2027 – ricorda – sono previsti 28 milioni di euro per la resilienza idrica degli ecosistemi agli eventi climatici estremi. È necessario capire come queste risorse vengano impiegate».
A pesare è inoltre il mancato riscontro del governo centrale sul lo stato di emergenza dichiarato dalla Regione dopo l’ondata di maltempo del 21 agosto 2025. Una situazione che, secondo l’esponente del M5S, lascia cittadini e aziende soli ad affrontare le conseguenze economiche delle calamità.
Il precedente della grandinata del 2023 è ancora una ferita aperta: dal Consiglio dei ministri, denunciano diversi sindaci, non sarebbero ancora arrivati integralmente i fondi promessi. Nel frattempo, con altri 360 edifici danneggiati e una stima complessiva che sfiora gli 8 milioni di euro, la pressione sulle istituzioni aumenta.
Baldan annuncia infine una futura mozione per impegnare la Giunta a individuare risorse nel prossimo bilancio regionale. «Di fronte a questi numeri – conclude – la Regione deve assumersi fino in fondo il proprio ruolo e forzare la mano, perché non si può chiedere ai territori di arrangiarsi ogni volta».
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