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L’associazione auspica una mozione contro queste sostanze

PFAS, Italia Nostra sollecita il Comune di Mirano: «Serve un impegno chiaro»

L'assessora Spolaore: "Tema importante e complesso, spero se ne parli presto in Consiglio"

PFAS

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Italia Nostra torna a porre al centro del dibattito pubblico il tema dei PFAS e invita il Comune di Mirano a una presa di posizione formale. Con una richiesta datata 11 gennaio, i soci miranesi dell’associazione chiedono che anche il Consiglio comunale si unisca ai numerosi enti veneti che hanno già approvato mozioni per una normativa più restrittiva su sostanze per- e polifluoroalchiliche.

L’iniziativa nasce a seguito di due incontri pubblici organizzati nell’ottobre 2025, durante i quali docenti universitari, medici, giuristi e tecnici hanno illustrato rischi e criticità legati a questi composti chimici, estremamente persistenti nell’ambiente e nell’organismo umano. I PFAS sono infatti utilizzati in numerosi ambiti industriali e di consumo, dall’elettronica al tessile, dall’edilizia ai prodotti domestici, grazie alla loro capacità di rendere i materiali resistenti ad acqua e grassi.

Durante gli incontri è emersa una doppia preoccupazione: la possibile incidenza sulla salute e una percezione pubblica ancora limitata del problema, a fronte di una normativa ritenuta insufficiente. Il caso dell’inquinamento delle falde venete legato alla Miteni di Trissino, con le recenti condanne in primo grado, ha acceso l’attenzione mediatica, ma secondo Italia Nostra il rischio non riguarda solo i siti produttivi: l’esposizione può derivare anche dall’uso quotidiano di prodotti contenenti PFAS.

Da qui l’appello al Consiglio comunale di Mirano affinché sostenga la richiesta di una legge che ne vieti produzione e commercializzazione, limitandone gli usi indispensabili.

L’assessore all’Ambiente Elena Spolaore definisce il tema «importante e complesso». Insieme al sindaco ha incontrato i promotori e trasmesso i documenti ai consiglieri, cui spetta la discussione. «Mi auguro che se ne possa parlare presto in Consiglio – commenta – perché la sostenibilità passa anche da scelte che incidono concretamente sulla vita delle persone».

R.M.

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