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Attualità
09.03.2026 - 08:00
Con la chiusura delle iscrizioni alle scuole superiori per l’anno scolastico 2026/2027, anche in provincia di Rovigo emergono indicazioni importanti sulle scelte degli studenti e sulle trasformazioni che stanno interessando il sistema scolastico. La scadenza del 21 febbraio non rappresenta soltanto un passaggio amministrativo, ma offre uno spunto per leggere i cambiamenti demografici e formativi che stanno attraversando il territorio.
Uno dei dati più evidenti riguarda il calo della popolazione studentesca. A livello regionale si registra una diminuzione di quasi duemila studenti, una tendenza che si riflette anche nel rodigino, dove la riduzione del numero di ragazzi in età scolastica si traduce in classi meno numerose e bacini d’utenza più limitati. Una situazione che obbliga le scuole a rivedere la propria organizzazione e l’offerta formativa, mentre dirigenti scolastici e amministrazioni locali osservano con attenzione la sostenibilità degli indirizzi nel medio periodo e le possibili ricadute sugli organici.
Guardando alle scelte degli studenti che terminano la scuola secondaria di primo grado, si conferma la forte attrazione per i licei. In Veneto il 44,68% degli iscritti ha optato per questo percorso, con una preferenza marcata per il liceo scientifico, soprattutto nell’indirizzo delle scienze applicate, considerato vicino alle discipline STEM (materie tecnico-scientifiche). In provincia di Rovigo, dove studia circa il 4% degli studenti delle scuole superiori venete, pari a 1.738 ragazzi, la quota di chi sceglie un liceo si ferma al 41,1%, ovvero 714 studenti.
Subito dopo si collocano gli istituti tecnici, scelti da 691 ragazzi, pari al 39,8% del totale, mentre gli istituti professionali raccolgono 318 iscrizioni, cioè il 18,3%. Rimane invece marginale il ricorso ai percorsi triennali di istruzione e formazione professionale, preferiti da appena 15 studenti, lo 0,9%.
A livello regionale emergono anche alcune novità. I percorsi quadriennali continuano a crescere, con 87 iscrizioni complessive, mentre il nuovo indirizzo “Made in Italy” ha raccolto 19 richieste. Gli istituti tecnici restano comunque molto richiesti in Veneto, con quasi 15 mila iscrizioni, soprattutto negli indirizzi legati a informatica e telecomunicazioni, meccanica, chimica e biotecnologie. Gli istituti professionali registrano invece 6.157 iscrizioni, pari al 16,1%, con un incremento di quasi due punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Un altro dato in crescita riguarda la filiera 4+2, che complessivamente conta 302 iscritti, di cui 181 negli istituti tecnici e 121 nei professionali, un aumento significativo rispetto allo scorso anno, quando gli studenti erano stati 91.
In questo contesto, la chiusura delle iscrizioni non rappresenta soltanto la fine di una procedura amministrativa, ma diventa anche un indicatore delle tendenze che stanno attraversando il sistema scolastico locale. Le preferenze degli studenti continuano a orientarsi soprattutto verso i licei, mentre istituti tecnici e professionali restano chiamati a rafforzare la propria capacità di attrazione, pur rappresentando un collegamento diretto con il mondo del lavoro. Nei prossimi mesi le scuole saranno impegnate nella definizione di classi e organici, mentre per il territorio si apre una riflessione più ampia: comprendere come accompagnare le scelte dei giovani e valorizzare percorsi formativi in grado di rispondere sia alle aspirazioni degli studenti sia alle esigenze dello sviluppo locale.
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