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Economia locale

Report annuale di Confcooperative Belluno e Treviso: il sistema territoriale tiene, cresce la base sociale

Il nuovo dossier dell’unione interprovinciale fotografa la solidità di 130 imprese tra Belluno e Treviso, con oltre 34.500 soci e una tenuta generale dei settori agroalimentare e sociale

Foto di repertorio

Foto di repertorio

È un marzo di bilanci per Confcooperative Belluno e Treviso, che dopo il recente rinnovo del consiglio interprovinciale del settore sociale diffonde il quinto Report statistico associativo, elaborato insieme all’area studi nazionale. Un documento che scatta una fotografia aggiornata al 31 dicembre 2024 e conferma la complessiva tenuta della cooperazione nelle province di Belluno e Treviso.

Il dossier registra 130 imprese aderenti, con un fatturato complessivo che supera 1 miliardo e 730 milioni di euro, in lieve flessione rispetto all’anno precedente quando sfiorava 1 miliardo e 770 milioni. In aumento invece la base sociale, che cresce da 33.629 a 34.594 soci.

«Il nostro è un modello economico nato per rispondere ai bisogni delle persone e del territorio e anche questa volta ha dimostrato capacità di adattamento», osserva Lorenzo Brugnera, presidente dell’unione interprovinciale. Sottolinea come le realtà rappresentate «producono e distribuiscono ricchezza ai soci e alle comunità, dall’agroalimentare che reinveste nel territorio ai servizi sociali, pilastro fondamentale del welfare locale». Il report, aggiunge, mostra «la capacità delle cooperative di governare i cambiamenti e anticipare le dinamiche economiche nazionali e internazionali».

Le tendenze illustrate nel documento confermano l’analisi: il capitale investito complessivo delle cooperative cresce del 6% su base annua, mentre il patrimonio netto aggregato passa da 357 a 411 milioni di euro, con un incremento del 15,13%.

Il fatturato aggregato del settore agroalimentare registra un calo del 2,88% (da 1 miliardo e 390 milioni nel 2023 a 1 miliardo e 350 milioni nel 2024), una flessione influenzata anche dall’incertezza dei mercati internazionali. Segno opposto per il settore sociale, che sale da 244 a 253 milioni di euro (+3,69%) accompagnato da un aumento degli addetti pari al 3,4%.

Il quadro complessivo, pur tra oscillazioni diverse, evidenzia dunque la vitalità della cooperazione trevigiana e bellunese e la sua capacità di restare un riferimento stabile per le comunità locali.

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