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Politica e diritti civili

Adinolfi attacca i sindaci gay e chiede chiarimenti a Zaia e Meloni sul “matrimonio” tra esponenti di Lega e Fratelli d’Italia

Il presidente del Popolo della Famiglia e candidato alle suppletive a Padova critica duramente la scelta dei due primi cittadini, sottolineando come secondo lui si tradiscano i principi del centrodestra

Mario Adinolfi

Mario Adinolfi

Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia e candidato alla Camera alle suppletive in provincia di Padova, è intervenuto duramente sulla vicenda dei due sindaci gay pronti a unirsi “in matrimonio”: uno di Fratelli d’Italia, primo cittadino di Pordenone, e l’altro leghista.

Adinolfi si dice “francamente stupito e irritato” e sottolinea come, secondo lui, non si tratti di un vero matrimonio: “Ci battemmo nelle piazze perché la legge Cirinnà non avesse nulla a che fare con il matrimonio e con la famiglia. Alessandro e Loris non sono sposi, non formeranno una famiglia.”

Il politico critica anche l’atteggiamento dei partiti del centrodestra, accusando Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia di tradire i propri principi e di avvicinarsi a posizioni più simili a quelle di Alessandro Zan, Nichi Vendola ed Elli Schlein. Adinolfi invita Giorgia Meloni a un chiarimento pubblico e si interroga se la linea ufficiale del centrodestra sul “matrimonio” gay sia ormai cambiata, citando anche Luca Zaia e Marina Berlusconi come protagonisti di una svolta politica che lui giudica evidente.

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