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Attualità
11.03.2026 - 12:24
Foto di repertorio
Il nuovo Decreto sicurezza che vieta i coltelli pieghevoli con lama superiore a cinque centimetri ha scatenato un acceso dibattito tra gli appassionati della montagna. Tra i più critici, il presidente del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, che definisce la norma “letteralmente sconcertante”.
Secondo Zanella, il provvedimento colpisce strumenti diffusi tra escursionisti e fungaioli, comprese varianti leggermente più grandi dei famosi coltellini svizzeri, spesso dotati di meccanismo di blocco e punta acuta. “Questi coltelli non sono armi, ma strumenti essenziali” – spiega – con cui si può tagliare un laccio, soccorrere un ferito dopo un morso di vipera o liberare un capriolo intrappolato in una recinzione elettrica. Sono anche indispensabili per tagliare i funghi alla base senza danneggiare il micelio.
Zanella sottolinea che, mentre il divieto a scuola è comprensibile, applicarlo agli escursionisti rappresenta un eccesso. “È come l’obbligo di portare con sé pala e Arva sulle ciaspole: teoricamente potrei essere multato se non lo faccio, ma in molte situazioni è ridicolo.”
Il presidente del Cai spera ora in una revisione del Decreto, attualmente in discussione al Senato. Anche il senatore Svp Meinhard Durnwalder ha annunciato un intervento a favore di modifiche. “Basterebbe ascoltare un po’ di più chi conosce realmente la montagna”, conclude Zanella.
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