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Giornate FAI di Primavera 2026: 18 tesori culturali aprono le porte in Friuli Venezia Giulia

Dal centro storico di Trieste ai borghi della Carnia, due giorni per scoprire palazzi, chiese e paesaggi normalmente inaccessibili

Giornate FAI di Primavera 2026: 18 tesori culturali aprono le porte in Friuli Venezia Giulia

Foto di repertorio

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026, la regione si prepara ad accogliere appassionati di storia, arte e paesaggio per la 34ª edizione delle Giornate FAI di Primavera, l’iniziativa nazionale del Fondo per l’Ambiente Italiano che permette di visitare luoghi normalmente chiusi al pubblico.

In tutto il Friuli Venezia Giulia saranno 18 i siti eccezionalmente aperti: un itinerario che attraversa Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone, spaziando da dimore nobiliari e palazzi storici a siti industriali, paesaggi rurali e luoghi artistici. L’obiettivo è far scoprire la ricchezza culturale e la memoria dei territori, raccontata attraverso architetture, storie e tradizioni.

A Trieste, sarà possibile visitare i Saloni di rappresentanza della Prefettura, all’interno del Palazzo del Governo affacciato su Piazza Unità d’Italia, e Palazzo Vivante, elegante esempio di architettura neoclassica dell’Ottocento. La Chiesa greco-ortodossa di San Nicolò, con la sua iconostasi dorata, racconterà invece la presenza storica della comunità greca.

A Udine apriranno le porte alcune tra le più importanti dimore storiche, tra cui Palazzo Antonini – Mangilli – del Torso, oggi sede del Centro Internazionale di Scienze Meccaniche, e Palazzo Antonini Stringher, sede della Fondazione Friuli. Non mancheranno Palazzo Antonini Maseri, con soffitti affrescati, e l’ex Ospedale Militare, ora Prefettura, che conserva il chiostro interno e la memoria della funzione sanitaria originaria.

Nei Colli Orientali del Friuli, i visitatori potranno esplorare Rocca Bernarda, storica tenuta vitivinicola immersa tra vigneti e colline, e a Premariacco il percorso “I paesaggi poetici di Carlo V”, che unisce natura e creatività. Nel Collio goriziano aprirà le porte Villa Codelli, dimora storica che racconta la vita dell’aristocrazia locale.

A Polcenigo (Pordenone), tra le aperture principali ci saranno Palazzetto Diana Santarossa, Palazzo Scolari Salice e Palazzo Zaro, insieme al Mulino Faletti Sanchini, antico complesso produttivo documentato già nel XV secolo. A Pordenone, invece, sarà visitabile l’Ospitale dei Battuti e la mostra “Tino Piazza – Una vita tra immagini e opere”.

Tra le aperture più insolite spicca l’impianto termoelettrico Edison di Torviscosa, che permetterà di scoprire il funzionamento della centrale e il suo ruolo nello sviluppo industriale, mentre in Carnia sarà protagonista Carnica Arte Tessile, laboratorio dedicato alla conservazione e reinterpretazione delle tecniche tessili alpine.

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