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Neve e rischio valanghe: le Alpi tornano in inverno con accumuli fino a mezzo metro

Nevischio e raffiche hanno portato abbondanti nevicate in quota e pericolo valanghe grado 3

Neve e rischio valanghe: le Alpi tornano in inverno con accumuli fino a mezzo metro

Nelle ultime 24 ore le Alpi hanno ripreso la loro veste invernale: oltre i 1.700 metri si sono registrati accumuli medi tra 20 e 50 centimetri di neve fresca, con punte di circa mezzo metro su alcuni passi dolomitici. Il ritorno del freddo e le precipitazioni hanno rimodellato paesaggi e condizioni di sicurezza, imponendo misure precauzionali e interventi di controllo.


Secondo la nota di Meteotrentino, la mattina di domenica 15 marzo i maggiori accumuli sono stati riscontrati ai passi Fedaia, Valles, Rolle e San Pellegrino, dove si sono raggiunti circa 50 cm di neve fresca. In quota le precipitazioni si sono dimostrate diffuse e consistenti: la quantità equivalente di pioggia registrata è stata mediamente tra 20 e 50 millimetri.

La perturbazione non ha risparmiato quote più basse: nel corso della mattinata la neve, talvolta mista a pioggia, è stata osservata localmente anche sotto i 1.000 metri. Un esempio è Tesero, dove la neve è caduta mentre si concludevano le Paralimpiadi locali, creando disagi ma senza segnalazioni di eventi gravi legati direttamente alle gare.

Le abbondanti nevicate in quota, sommate alle forti raffiche di vento che hanno rimodellato i pendii, hanno portato a un deciso aumento del pericolo valanghe. Le autorità di settore hanno classificato il rischio al grado 3 (marcato), livello che richiede particolare cautela: le valanghe possono essere provocate anche da carico moderato e interessare pendii di media pendenza. In conseguenza di ciò è stata disposta la chiusura del Passo Fedaia per motivi di sicurezza.

Nella giornata di domenica 15 marzo si è verificata una grossa valanga sul Cermis, nella zona nota come "To della trappola". Fortunatamente non ci sono stati feriti: la massa nevosa si è staccata dalla cima e un testimone, uno sciatore, ha dato prontamente l'allarme. Sul posto sono intervenuti una decina di operatori del soccorso alpino per ispezioni, controlli e operazioni di bonifica dell'area.

La combinazione di grandi accumuli in quota e vento forte aumenta il rischio di scariche spontanee e valanghe indotte. Per chi frequenta i territori montani, siano essi sciatori, escursionisti o operatori di impianti, è importante adottare comportamenti prudenti: evitare pendii esposti, rispettare chiusure di passi o itinerari, consultare bollettini nivometeorologici aggiornati e munirsi di equipaggiamento di autosoccorso (ARTVA, pala, sonda) se si pianifica attività fuori pista. Le autorità locali e il soccorso alpino restano i punti di riferimento per informazioni operative e per segnalare situazioni pericolose.

Questo episodio ricorda quanto le condizioni montane possano cambiare rapidamente e come il connubio tra intensa nevicata e vento renda il quadro nivologico particolarmente instabile. Le tempestive comunicazioni di Meteotrentino, le chiusure precauzionali e l'intervento del soccorso alpino hanno contribuito a limitare rischi per le persone. Resta fondamentale la cooperazione tra servizi di previsione, gestori delle infrastrutture e utenti per minimizzare impatti e garantire la sicurezza sulle montagne.

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