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L'intervista
16.03.2026 - 11:00
Foto di repertorio
Tra riforme nazionali e sfide locali, Andrea Martella disegna la sua visione per Venezia. Intervistato a “Buongiorno Veneto”, il candidato sindaco ha ribadito la sua netta contrarietà alla riforma della giustizia al centro del prossimo referendum, definendola inefficace e potenzialmente pericolosa per l’equilibrio dei poteri. Secondo Martella, il provvedimento rischia di separare troppo pubblico ministero e giudice, accentuando il carattere accusatorio della magistratura senza affrontare problemi strutturali come il sovraffollamento carcerario o i tempi dei procedimenti.
Sul fronte cittadino, Martella punta a invertire la tendenza allo spopolamento con un pacchetto di circa 2.500 appartamenti comunali e ATER da destinare a locazioni a lungo termine, social housing e studenti. “Venezia deve tornare accessibile per chi vuole viverci e lavorarci”, ha spiegato, sottolineando l’urgenza di ridurre gli affitti brevi che impoveriscono il tessuto residenziale.
Tra le priorità economiche figura il rilancio di Porto Marghera. Martella ha denunciato i rischi legati ai licenziamenti provocati dall’adozione dell’intelligenza artificiale e ha proposto un tavolo di confronto tra istituzioni, aziende e lavoratori. “Venezia può diventare un polo di ricerca per un’IA responsabile, che supporti l’occupazione invece di sostituirla”, ha aggiunto.
Il programma del candidato punta inoltre ai giovani, con incentivi per la permanenza in città e per l’accesso a opportunità culturali, formative e professionali. Tra le misure previste, la rigenerazione urbana e sociale di Venezia e Mestre, la riqualificazione di spazi pubblici e maggiori controlli per una città più sicura e vivibile. “Ripensare Venezia” non è solo uno slogan, ma una strategia di lungo periodo che combina ascolto dei cittadini e azioni concrete.
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