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La Tregua olimpica non è stata rispettata: lo denunciano una ventina di associazioni per la pace, l'ambiente e la cultura del Trentino

Ogni settimana le associazioni hanno diffuso u report curato dall'Atlante delle guerre dell'associazione 46 esimo parallelo

La Tregua olimpica non è stata rispettata: lo denunciano una ventina di associazioni per la pace, l'ambiente e la cultura del Trentino

Bandiera della pace, Predazzo 2026, manifestazione per le Olimpiadi

La tregua olimpica non è stata affatto rispettata durante tutti i giochi di Milano – Cortina 2026, nemmeno durante la fase Paralimpica, che ha seguito la prima fase e che si è conclusa ieri sera con feste e celebrazioni.

Lo ricordano una ventina di associazioni e reti sociali (per la pace, culturali, ambientaliste) del Trentino, che dall’inizio dei Giochi hanno curato di settimana in settimana, un dossier su questo tema, grazie al supporto competente dell’Atlante delle Guerre edito dall’associazione 46esimo Parallelo ETS di Trento.

Le associazioni hanno rimarcato sin da subito l’incoerenza e l’ipocrisia del modo in cui sono state proposte e raccontate le Olimpiadi, e hanno criticato la partecipazione - come se niente fosse - della rappresentanza ufficiale di Israele, ritenuta inaccettabile per il genocidio in corso a Gaza, per la violenta repressione generale dei cittadini palestinesi dentro Israele e per l’illegale colonialismo violento in Cisgiordania, condannati anche dalle Nazioni Unite.

Gli enti firmatari del Report avevano scritto una lettera (rimasta totalmente senza risposta) ai presidenti delle provincie e regioni dei Giochi e ai sindaci delle valli interessate così come alle dirigenze internazionali e nazionale del CIO, chiedendo che di questi temi si parlasse e che la comunicazione relativa alle Olimpiadi non fosse elusiva e ipocrita. Nella lettera ricordavano che il 19 novembre 2025 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Risoluzione 80/8 “Building a peaceful and better world through sport and the Olympic ideal”. Altra critica era stata rivolta a scelte ritenute di eccessivo impatto ambientale per le infrastrutture olimpiche e per la scarsa trasparenza dei processi decisionali ma anche per quella che è stata vissuta come una sorta di militarizzazione delle valli alpine, con centinaia di agenti delle forze dell’ordine schierati nei paesi e posti di blocco ovunque.

Le associazioni elencano le peggiori dieci situazioni di conflitto analizzate, rimarcando amaramente che si registrano nuove escalation e nuovi episodi rilevanti in teatri già monitorati.

Ecco gli scenari di guerra dove la gente continua a morire, e le armi a sparare, e dove nessun governo ha minimamente considerato la Tregua olimpica, che pure è fra i valori a Cinque Cerchi.

USA – Israele – Iran: prosecuzione della guerra interstatale con nuovi attacchi, ampliamento dell’impatto umanitario e conferma di attacchi a strutture sanitarie in Iran. Afghanistan – Pakistan: continuano scontri armati, bombardamenti e tensioni di frontiera dopo l’escalation di fine febbraio; l’ONU richiama le parti al dialogo per l’alto numero di vittime civili. Ucraina: prosecuzione della guerra con nuovi attacchi russi su Kharkiv, inclusi un missile su edificio residenziale il 7 marzo e un attacco con droni l’11 marzo. Gaza: persistono operazioni militari israeliane; il 9 marzo raid aerei e tank shelling a Gaza City causano vittime civili, mentre resta grave la crisi umanitaria. Cisgiordania: aumento della violenza armata dei coloni e nuovi episodi letali nell’area di Masafer Yatta/Hebron. Repubblica Democratica del Congo (Est): il conflitto nell’Est del Congo registra un ulteriore salto di qualità con attacchi di droni su Goma che colpiscono anche personale umanitario

Tra le associazioni firmatarie, fra le altre: ANPI Trento – Trento, Associazione Cortili di Pace – Pergine, Associazione Culturale

Mosaico APS - Borgo Valsugana, Caritas Valsugana Orientale e Tesino, Centro Pace ecologia e diritti – Rovereto, Circolo Arci Ugo Winkler APS – Brentonico, Extinction Rebellion Trentino; Docenti Senza Frontiere ODV, Libera Associazione Malghesi e Pastori del Lagorai – Telve

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