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Attualità
17.03.2026 - 12:39
Foto di repertorio
Nel 2026, la questione del congedo di paternità è tornata al centro del dibattito, con i recenti cambiamenti normativi che cercano di migliorare la situazione. In Trentino-Alto Adige, infatti, si registra un piccolo ma significativo movimento in merito a questa tematica, con un numero crescente di padri che decidono di usufruire del congedo obbligatorio di paternità, ma le condizioni restano ancora lontane da quelle di altre realtà europee, in particolare dei Paesi nordici.
Nel 2024, sono stati 4.703 i padri lavoratori dipendenti del settore privato che hanno richiesto il congedo in regione. Questo dato segna una lieve diminuzione rispetto agli anni precedenti (4.979 nel 2022 e 4.897 nel 2023), probabilmente dovuta al calo delle nascite. Tuttavia, un dato positivo emerge dal fatto che, a partire dal 2021, la percentuale di padri che usufruiscono del congedo parentale è aumentata, passando dal 24% al 38% entro il 2024.
Nonostante questi segnali positivi, la durata del congedo di paternità rimane il nodo principale. In Trentino-Alto Adige, infatti, le madri godono di una media di 72 giorni di congedo parentale, mentre i padri ne hanno solo 28. Una distanza che rende difficile un vero e proprio riequilibrio delle responsabilità familiari.
In questo contesto, guardare agli esempi virtuosi di altri Paesi potrebbe fornire utili spunti per migliorare la situazione. I Paesi nordici, in particolare Norvegia, Svezia e Islanda, sono da anni considerati modelli di riferimento. Oltre ad offrire una compensazione salariale generosa (spesso pari all'80% o più), questi Paesi adottano il principio "Use it or lose it". In pratica, se il padre non usufruisce del congedo, i giorni non possono essere trasferiti alla madre, incentivando così il padre a prendersi il suo tempo per stare con il bambino.
Un altro esempio interessante arriva dalla Spagna, dove i padri hanno diritto a ben 19 settimane di congedo di paternità, di cui 6 settimane sono obbligatorie subito dopo la nascita. Inoltre, questo congedo è retribuito al 100%, un aspetto fondamentale che ha portato, nel 2025, a un'inversione dei numeri: sono stati più gli uomini che le donne a richiedere il congedo di paternità, con una durata simile tra padri e madri.
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