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Sanità trevigiana in affanno: mancano 55 medici e rischiano 14 milioni del PNRR

L’allarme del consigliere Paolo Galeano (Pd): “Case di Comunità senza personale, la Regione è in ritardo”

Sanità trevigiana in affanno: mancano 55 medici e rischiano 14 milioni del PNRR

Foto di repertorio

Una sanità territoriale sempre più in difficoltà e una corsa contro il tempo per non perdere risorse fondamentali. È il quadro tracciato dal consigliere regionale Paolo Galeano, che punta il dito contro la carenza di medici di base nell’ULSS 2 Marca Trevigiana e i ritardi nell’utilizzo dei fondi del PNRR.

Secondo i dati ufficiali analizzati dall’esponente del Partito Democratico, sono 55 posti vacanti tra i medici di medicina generale nella Marca trevigiana, con conseguenze dirette su decine di migliaia di cittadini privi di un riferimento sanitario di base. Una situazione diffusa in tutto il territorio, che Galeano definisce senza mezzi termini “una geografia dell’abbandono sanitario”.

Nel dettaglio, il Distretto di Treviso registra 18 carenze, di cui 8 nel capoluogo. Ancora più critica la situazione nel Distretto di Asolo, dove si contano 22 posti scoperti, mentre nell’area di Pieve di Soligo le mancanze sono 15, con le maggiori difficoltà a Conegliano e Vittorio Veneto.

A rendere il quadro ancora più preoccupante è la scadenza imminente dei fondi europei: circa 14 milioni di euro destinati alla realizzazione delle Case di Comunità. Restano poco più di tre mesi per mettere in sicurezza le risorse e completare i progetti. Ma, avverte Galeano, il rischio è concreto: strutture nuove ma prive di personale.

Non basta costruire gli edifici – sottolinea – serve organizzare medici e infermieri per renderli operativi. Altrimenti si rischia un’operazione puramente edilizia, senza benefici reali per i cittadini”.

Nel mirino anche la gestione regionale della sanità, oggi in una fase di transizione politica. Galeano richiama la necessità di un cambio di passo rispetto al passato, sollecitando un piano straordinario per rendere nuovamente attrattiva la professione medica nel servizio pubblico e contrastare la fuga verso il privato o l’estero.

Senza personale – conclude – il PNRR rischia di trasformarsi in una grande occasione mancata, lasciando il territorio senza risposte e i cittadini senza servizi essenziali”.

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