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Amministrazione locale
18.03.2026 - 12:22
Il sindaco di Borgo Veneto, Michele Sigolotto
Nel territorio veneto si accende il dibattito sulla fusione tra Borgo Veneto e Granze Sant’Elena, un progetto che punta a unire le forze per migliorare i servizi e rafforzare l’azione amministrativa. L’appuntamento con la consultazione popolare, fissato tra il 28 e il 29 marzo, rappresenta un passaggio chiave per capire l’orientamento dei cittadini e dare il via al percorso.
A spiegare i punti principali è il sindaco di Borgo Veneto, Michele Sigolotto, che si pone come riferimento tra istituzioni e comunità locali in questa fase delicata.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda le risorse economiche. La fusione permetterebbe di ottenere circa 570mila euro all’anno per 17 anni: fondi che il nuovo Comune potrà utilizzare liberamente per la gestione quotidiana, per opere pubbliche o per progetti sul territorio. A questi si aggiunge un contributo una tantum della Regione Veneto di circa 600mila euro, destinato ad avviare la nuova realtà amministrativa.
Si tratta di risorse importanti, che potranno sostenere settori fondamentali come scuole, servizi sociali e infrastrutture, spesso messi sotto pressione dall’aumento dei costi. L’intervento della Regione rientra in una strategia più ampia che punta a favorire l’unione tra Comuni per rendere più efficiente la gestione e migliorare la qualità dei servizi.
Non mancano però dubbi e timori tra i residenti. In particolare, emerge la preoccupazione di perdere l’identità delle singole comunità, legata ai “campanili” e alle tradizioni locali. Su questo punto, Sigolotto rassicura: le sedi municipali resteranno attive e le frazioni, come Saletto, Santa Margherita e San Silenzio, manterranno i propri riferimenti sul territorio.
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